Olimpiadi, Cio: inquinamento non rischioso in gare di un'ora

mercoledì 2 aprile 2008 12:03
 

PECHINO (Reuters) - Gli scienziati del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) hanno dimostrato che l'aria di Pechino non rappresenta un rischio per gli atleti che disputeranno gare della durata massima di un'ora nei Giochi del prossimo agosto. Lo ha detto oggi l'ispettore capo del Cio Hein Verbruggen.

La capitale cinese, sotto i riflettori per le manifestazioni di protesta in tutto il mondo sui diritti umani, è una delle città più inquinate al mondo e, nonostante i 120 miliardi di yen spesi dall'amministrazione di Pechino nell'ultimo decennio per far fronte al problema, l'inquinamento resta una delle maggiori preoccupazioni degli atleti che parteciparanno alle Olimpiadi.

Verbruggen, presidente della commissione di coordinamento del Cio, ha detto che esiste un lieve rischio per gli atleti che partecipano a competizioni più lunghe in durata e che si svolgono nelle giornate in cui la concentrazione di elementi inquinanti nell'aria è massima. Nella peggiore delle ipotesi, ha detto Verbruggen, il calendario degli eventi potrebbe essere rivisto.

"La Cina e la nostra commissione medica hanno fatto un lavoro eccellente", ha detto il presidente del Cio a Reuters a margine dell'ispezione finale preparatoria per i Giochi di agosto.

"Hanno provato scientificamente che non ci sono rischi per la gran parte degli sport. Potrebbero esistere dei rischi, ma non gravi, per gare di resistenza che durano più di un'ora".

"Per questi casi", ha continuato Verbruggen, "stiamo mettendo a punto un piano B. Potremmo posticipare alcuni eventi di un paio di giorni. Ma per arrivare a questo si deve trattare di casi estremi".

Il presidente della commissione stampa del Cio Kevan Gosper ha sottolineato che grazie all'impegno della Cina la qualità dell'aria nella capitale è effettivamente migliorata.

I piani di Pechino prevedono di dimezzare il numero di veicoli in circolazione nelle strade della città pari a circa 3,5 milioni e chiudere parzialmente gli stabilimenti industriali della capitale e delle cinque province vicine per due mesi, durante le Olimpiadi e le Paraolimpiadi.

Le autorità cittadine hanno annunciato il trionfo delle "giornate dal cielo blu", passate da 100 nel 1998 a 246 lo scorso anno, come prova dei miglioramenti conseguiti.

Ma alcuni atleti non si sentono ancora sicuri. Il maratoneta detentore del record Haile Gebrselassie, affetto da disturbi d'asma, ha detto lo scorso mese che non parteciperà ai Giochi di Pechino a causa dell'inquinamento.

In più, molti scienziati in tutto il mondo e la stampa internazionale hanno recentemente accusato i funzionari locali di aver manipolato i dati sull'inquinamento dell'aria rilevati a Pechino, portandoli artificiosamente agli standard desiderati.

 
<p>Una coltre di smog avvolge Piazza Tiananmen a Pechino. REUTERS/David Gray (CHINA)</p>