Unicef: Giappone non fa abbastanza contro pedopornografia

martedì 11 marzo 2008 13:22
 

di Isabel Reynolds

TOKYO (Reuters) - Il Giappone non ha fatto abbastanza per tenere la pedopornografia sotto controllo e per proteggere i bambini a rischio nel mondo. Lo ha detto l'Unicef, che ha lanciato oggi una nuova campagna contro lo sfruttamento dei minori.

Il governo giapponese, secondo l'Unicef, procede lentamente verso una legislazione che proibisca il possesso di pornografia ritraente minori, in linea con la maggior parte dei paesi industrializzati.

La sezione giapponese dell'organizzazione mondiale per i diritti dei bambini fa pressioni su Tokyo affinché vengano bandite immagini pedopornografiche anche da fumetti manga, cartoni animati e videogiochi.

"Il Giappone, leader mondiale nell'information technology, non ha leggi che controllino la pedofilia. Ciò significa che ci sono bambini, qui e in tutto il mondo, che sono vittime di sfruttamento sessuale per lo sviluppo della pornografia", ha detto l'Unicef in un comunicato.

Una precedente campagna aveva portato al varo di leggi, entrate in vigore nel 1999 e nel 2004, che proibiscono la prostituzione infantile e la produzione e vendita di immagini oscene ritraenti minori di 18 anni, ma il semplice possesso di tali immagini resta legale.

L'Unicef si è anche appellata ai tribunali affinché l'attuale legislazione venga applicata in modo più severo, sottoineando che foto e dvd di bambini seminudi sono disponibili nei negozi e su internet.

Il Giappone e la Russia sono gli unici paesi tra i G8 che non proibiscono il possesso di materiale pedopornografico. Secondo alcuni quotidiani nazionali, certi esponenti del partito democratico giapponese -- la maggiore forza politica all'opposizione -- sono contrari al divieto perché potrebbe portare a un eccessivo potere della polizia.

 
<p>Alcuni bambini giocano su una giostra. REUTERS/Miro Kuzmanovic (SERBIA)</p>