Calcio, scarcerati cinque tifosi dopo convalida arresto

lunedì 1 settembre 2008 14:58
 

ROMA (Reuters) - Sono tornati in libertà dopo la convalida del loro arresto cinque tifosi romani, fermati ieri per i disordini scoppiati fuori dallo stadio Olimpico durante l'incontro di calcio Roma-Napoli nella prima giornata della serie A.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che i giovani sono stati rilasciati perché incensurati.

I processi, che vedono i cinque accusati di resistenza a pubblico ufficiale e porto di coltello, inizieranno dal primo ottobre presso la Procura di Roma.

I giovani sono stati fermati ieri nel corso dei servizi di controllo e prevenzione durante la partita Roma-Napoli nei pressi dello stadio della capitale, perché trovati in possesso di coltelli, petardi e di un martello. Uno dei cinque è stato invece colto in flagrante mentre faceva attività di "bagarinaggio".

Sempre nella mattinata di ieri, un centinaio di tifosi del Napoli hanno assaltato un treno nella stazione del capoluogo campano nel tentativo di partire senza biglietto per andare a seguire la partita all'Olimpico, provocando danni stimati oggi da Trenitalia per oltre 500.000 euro.

"Bisogna fare il massimo per debellare questo branco di delinquenti. Ho piena fiducia nel ministro (dell'Interno Roberto) Maroni e nel capo della polizia (Antonio) Manganelli, che assumano tutte le decisioni necessarie per tutelare la convivenza civile,dentro e fuori gli stadi", ha commentato oggi il presidente della Federazione italiana giuoco calcio Giancarlo Abete.

Maroni presiederà domani una riunione al Viminale per decidere misure di contrasto alla violenza sportiva e l'eventuale stop alle trasferte della tifoseria napoletana.

"Il Viminale aveva consentito la trasferta ai tifosi del Napoli e aveva sottolineato l'apertura concessa alle tifoserie. L'occasione, però, non è stata colta: un'attestazione di fiducia che è stata rispedita al mittente", ha concluso Abete.

 
<p>Tifosi del Napoli durante la partita con la Roma all'Olimpico il 31 agosto 2008. REUTERS/Chris Helgren</p>