Animalisti: abbassare tasse anche per cani e gatti

giovedì 10 luglio 2008 16:51
 

ROMA (Reuters) - L'associazione dei medici veterinari e gli animalisti della Lav hanno chiesto oggi al governo di abbassare le tasse per chi ha animali domestici, visto che oggi l'Iva sulle prestazioni veterinarie e sul cibo per animali è fissata al 20%, l'aliquota che si applica ai beni di lusso.

L'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmavi) e la Lega anti-vivisezione si sono appellati ai ministri delle Finanze Giulio Tremonti e delle Politiche Europee Andrea Ronchi, chiedendo l'abbassamento della pressione fiscale sulla cura e il mantenimento degli animali da compagnia.

"Bene le iniziative contro l'abbandono avviate dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini", si legge in una nota di Lav e Anmavi, "ma occorre anche venire incontro a chi non ha alcuna intenzione di separarsi da Fido e Fuffi. A partire dal contenimento della esagerata pressione fiscale che, fra le più alte in Europa, grava ancora sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia".

E l'occasione per sostenere le famiglie che desiderano un animale domestico, sostengono le associazioni, "è servita su un piatto d'argento dall'Europa", dove si sta discutendo del riordino dell'imposta sul valore aggiunto e sulla concessione ai 27 della facoltà di ridurre la tassazione su alcuni beni e servizi.

"L'Italia non può esimersi dall'esercitare questa facoltà e dal cogliere l'occasione per ridurre al 10%, almeno, l'Iva applicata alle prestazioni veterinarie e ai prodotti alimentari per animali da compagnia", aggiunge la nota, che spiega che questa riduzione gioverebbe ai proprietari delle bestiole, ai canili-rifugio e agli stessi animali.

 
<p>REUTERS/Dylan Martinez</p>