Tyson al Festival di Cannes per film-documentario sulla sua vita

sabato 17 maggio 2008 11:34
 

CANNES (Reuters) - Mike Tyson ha fatto ieri la sua comparsa sul tappeto rosso del Festival del cinema di Cannes, per un film documentario a lui dedicato che propone un immagine cruda ma al contempo nobile del controverso ex campione del pesi massimi.

Partendo da ore e ore di filmati sul ring e fuori, misti a interviste del grande boxer, il regista James Toback racconta la storia di Tyson dall'infanzia in povertà al picco del successo, fino al drammatico declino.

Come il documentario del serbo Emir Kusturica sulla leggenda del calcio Diego Armando Maradona -- che sarà presentato sempre a Cannes, fuori concorso, la settimana prossima -- "Tyson" è la storia di un campione carismatico e tormentato che trascende il mondo dello sport.

Toback, amico di Tyson da anni, trasmette sulla pellicola la sua confidenza con il campione, la cui brutalità sul ring nasconde un lato umano più tenero. Lui stesso -- una montagna costretta in un abito grigio, il volto tatuato e lo sguardo fiero -- è apparso quasi imbarazzato sul tappeto rosso tra gli applausi e le urla di fan e curiosi.

La sua carriera ha avuto momenti gloriosi e drammatici.

Dopo un'infanzia di povertà e umiliazioni, la sua rivalsa è stata sul ring. Salvato da una vita di strada a Brooklyn dal veterano della boxe Cus D'Amato, è divenuto il più devastante pugile che la storia di questo sport abbia visto sinora.

Al culmine della sua carriera, il suo dominio era incontrastato, e gli avversari lo temevano ancora prima di salire sul quadrato. Tra gli anni 80 e 90 ha guadagnato -- e dilapidato -- milioni di dollari.

Il pubblico lo ha amato, ma insieme stigmatizzato per la sua incontrollabile violenza, in particolare dopo l'arresto e la prigione per un caso di stupro.

Il suo declino è stato cementato dall'episodio che l'ha visto, sul ring, strappare a morsi un orecchio al suo avversario Evander Holyfield. Nonostante questo lato oscuro, lo sforzo di Toback, nel film, è restituirci la figura di un uomo più complicato, il cui tormento non è ancora finito.

 
<p>Mike Tyson ieri alla prima del documentario "Tyson", che lo vede protagonista, a Cannes. REUTERS/Christian Hartmann</p>