12 aprile 2008 / 09:58 / 10 anni fa

Voto - aborto, famiglia, precariato: il sociale nei programmi

(Reuters) - Quasi tutti i programmi elettorali, in vista del voto del 13 e 14 aprile, toccano temi come il precariato, la casa, l‘assistenza ai nuclei familiari nella cura dei bambini e delle persone disabili, la 194, ovvero la legge che ha introdotto l‘interruzione volontaria di gravidanza. In molti casi però cambiano le soluzioni proposte.

Sul lavoro precario, per esempio, il Popolo della Libertà chiede piena attuazione della Legge Biagi, mentre la Sinistra Arcobaleno vuole abolirla e il Partito democratico riformarla. Sulla 194, Pdl, Udc e la Destra propongono modifiche alla legge per ridurre il ricorso all‘aborto, mentre Pd e Sinistra Arcobaleno la difendono com’è, pur promuovendone la piena attuazione.

In tema di emergenza casa, Pd e Sa chiedono con toni diversi la ripresa dell‘edilizia popolare, la Destra vuole il “mutuo sociale” mentre Pdl e Udc si affidano soprattutto a bonus e detrazioni.

Pd e Sa parlano, con accenti diversi, di diritti per le coppie di fatto etero e omosessuali, ma anche di testamento biologico, mentre il Pdl respinge pratiche assimilabili all‘eutanasia.

Uno dei punti di contatto tra tutti i programmi, invece, è l‘impegno ad aumentare il numero degli asili nido e a incentivare il congedo parentale.

POPOLO DELLA LIBERTA’

La lista che sostiene la candidatura a premier di Silvio Berlusconi indica nel sostegno alla famiglia una delle misure principali di politica sociale. La proposta principale è quella di un “pacchetto fiscale”, che comprende l‘abolizione dell‘Ici sulla prima casa e l‘introduzione del ‘quoziente familiare’ per calcolare le tasse.

Il Pdl propone anche la costruzione di nuove case per i giovani e le famiglie, oltre a un bonus per l‘affitto per giovani coppie e famiglie meno abbienti e alla riduzione del costo dei mutui.

Ancora, il programma del Pdl promette di reintrodurre la misura del “bonus bebè” per tutti i nuovi nati, la riduzione progressiva dell‘Iva su alimenti e prodotti per infanzia, la gratuità dei libri di testo per le scuole fino ai 18 anni per le famiglie meno abbienti.

Per quanto riguarda i giovani, si annuncia la “piena attuazione della legge Biagi, per incentivare la creazione di posti di lavoro e raggiungere la piena occupazione”, ma anche incentivi all‘imprenditoria giovanile e femminile. Prevista anche l‘incentivazione dei congedi parentali, come anche detrazioni fiscali per l‘accesso ai servizi di assistenza e cura, asili nido, baby sitter.

Per la terza età, si propone il graduale aumento delle “pensioni più basse” il “rafforzamento della previdenza complementare e l‘avvio sperimentale di nuove mutue sociali e sanitarie”, nonché l‘utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio.

Il Pdl vuole garantire anche la libertà di scelta dei cittadini tra i servizi di assistenza sociale offerti dal pubblico, dal privato e dal cosiddetto “privato sociale”. Proposta anche la “stabilizzazione” del contributo del 5 per mille.

Pur senza nominare direttamente la legge 194 sull‘interruzione volontaria di gravidanza, il partito vuole rilanciare il “ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori” e varare risorse finanziarie “necessarie a garantire credibili alternative all‘aborto per la gestante in difficoltà”.

Esclusa dal Pdl l‘introduzione di “pratiche mediche assimilabili all‘eutanasia”.

PARTITO DEMOCRATICO

Nel programma del partito di Walter Veltroni è indicata nella “disuguaglianza” uno dei quattro problemi principali dell‘Italia, e le priorità del Pd sono in particolare quelle di “aiutare davvero i più poveri a uscire con le loro gambe dalla situazione di disagio in cui si trovano” e di “favorire il rapido innalzamento della partecipazione dei giovani e delle donne”.

Tra le misure previste, la costituzione di una “dote fiscale” per i figli a carico (dal valore iniziale di 2.500 euro l‘anno per il primo figlio, modulata in modo diverso secondo numero dei figli e reddito familiare) che riguarderebbe anche i lavoratori autonomi.

Nel capitolo del suo programma dedicato allo stato sociale, il Pd s‘impegna a varare, come in Spagna, una legge “sull‘eguaglianza di genere” nel mercato del lavoro per aiutare le donne. Ma anche ad aumentare i congedi parentali, portandoli a una retribuzione del 100% per 12 mesi, ad allungare e rendere più flessibili i tempi degli asili nido, quadruplicando i posti disponibili in cinque anni.

Per i lavoratori precari, si propone di introdurre il “compenso minimo” di 1000-1.1000 euro al mese. Ma il Pd chiede anche di incentivare il contratto di apprendistato, per farne lo strumento di ingresso nel lavoro, incentivando le aziende che assumono con contratti a tempo indeterminato.

Sul fronte della casa, l‘impegno è quello di investire nell‘edilizia popolare. Il Pd propone anche di consentire di detrarre una parte delle spese per l‘affitto, e di aumentare la detraibilità delle rate di mutuo.

Nel settore dell‘handicap, il Pd propone di aumentare a 600 euro al mese per 450mila utenti l‘importo mensile dell‘indennità di accompagnamento, e di introdurre dei “buoni” per acquistare servizi di assistenza domiciliare integrata.

Per quanto riguarda i diritti sociali, il Pd propone di varare il cosiddetto “testamento biologico” e - pur senza nominare i Dico o i Cus, formule proposte dalla maggioranza uscente di centrosinistra - “il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.

Il Pd difende la legge 194 e chiede di applicarla per intero per ridurre ulteriormente il numero degli aborti grazie alla prevenzione.

SINISTRA ARCOBALENO

Il programma di Sinistra Arcobaleno dedica un capitolo specifico al precariato, e propone l‘abolizione della legge Biagi, che accusa di aver favorito la diffusione di un “falso lavoro autonomo”. Si promette invece il varo di una nuova normativa che limiti il ricorso alle assunzioni a tempo determinato.

Proposta anche la riduzione dell‘orario di lavoro, a non oltre 8 ore al giorno più 2 di straordinario. Per chi ha figli, entro 8 anni dalla nascita deve essere consentito il passaggio da tempo indeterminato a tempo parziale.

Sa chiede anche l‘introduzione del salario minimo legale (indicizzato annualmente con l‘inflazione) e dell‘aumento delle retribuzioni. Ma anche un reddito sociale per i senza lavoro di 8.500 euro lordi all‘anno più 2.500 euro in beni e servizi, per un periodo di 3-5 anni.

La lista - che mette insieme Rifondazione comunista, Verdi, Pdci e Sinistra democratica - propone il varo di un piano di edilizia popolare per triplicare l‘offerta di alloggi a canone “socialmente sostenibile”, finanziato con 1,5 miliardi di euro l‘anno; l‘aumento della detraibilità dell‘affitto, l‘eliminazione dell‘Ici per la prima casa “non di lusso” e per i redditi medio bassi.

Per le donne, e più in generale per la cura dei bambini, Sinistra Arcobaleno propone di incentivare i congedi parentali aumentandone anche l‘importo (80% della retribuzione), consentendo orari ridotti al rientro dalla maternità. proposto l‘aumento degli asili nido.

Per i non autosufficienti, si propone la creazione di un fondo non nazionale che conti su almeno 1,5 miliardi di euro.

Il programma della lista che candida a premier Fausto Bertinotti assicura anche la piena applicazione della legge 194, con l‘aumento dei consultori, la diffusione della pillola “abortiva” RU 486 e la distribuzione gratuita dei contraccettivi alle giovani entro i 21 anni.

Sul fronte dei diritti, Sa promette il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali, una nuova legge che consenta un ricorso più ampio alla fecondazione assistita, l‘introduzione del testamento biologico, la riduzione dei tempi di divorzio.

Prevista anche l‘abolizione della legge Fini-Giovanardi sulla droga.

UNIONE DI CENTRO

Tra i capisaldi del programma della lista che presenta come candidato premier Pier Ferdinando Casini c’è il “rispetto della famiglia”, intesa come “società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna”.

Per risolvere il problema degli alloggi, l‘Udc propone agevolazioni sui mutui per le giovani coppie e detrazioni parziali del canone per le famiglie in base al reddito e al numero dei componenti, oltre alla destinazione di una quota fissa di nuove abitazioni alla “residenza sociale”, introducendo il canone calmierato o la vendita agevolata. Prevista anche l‘esenzione dall‘Ici per chi affitta abitazioni a canoni concertati.

Il programma prevede bonus e detrazioni per le famiglie anche per i servizi di badanti e colf, per asili nido e scuole, libri, mense, attività sportive, spese mediche, nonché l‘aumento degli assegni familiari per ogni figlio a carico.

Per combattere la povertà, l‘Udc si impegna a varare una piano nazionale.

Per favorire l‘occupazione giovanile e femminile, l‘Udc punta su intervento normativo che riduca i crediti d‘imposta e oneri contributivi ai datori di lavoro più virtuosi.

L‘Unione di Centro - che condivide l‘idea di una moratoria internazionale degli aborti lanciata da Giuliano Ferrara - vuole “migliorare” la legge 194, almeno per quanto riguarda la prevenzione e l‘intervento sui feti in grado di sopravvivere.

Si propone la stabilizzazione del 5 per mille a favore del cosiddetto “terzo settore”.

LA DESTRA

La formazione politica che candida a Palazzo Chigi Daniela Santanché propone, in tema di politiche sociali, il “mutuo sociale” - cioè l‘acquisto di abitazioni pubbliche a prezzo di costo - grazie alla tassazione straordinaria di “banche, assicurazioni, stock option di manager” e all‘uso dei proventi del cosiddetto “signoraggio bancario”.

Tra le misure che si intende finanziare in questo modo, il contributo al pagamento degli interessi dei mutui ventennali per l‘acquisto della prima casa popolare per giovani coppie, nonché la defiscalizzazione di un terzo del lavoro femminile, per consentire la parità di retribuzione con gli uomini.

La Destra propone anche l‘istituzione di un “minimo salariale inderogabile” per tutti i lavori.

La lista chiede di rivedere infine la legge 194, per “rendere efficace la parte sulla prevenzione... al fine di rendere effettiva la difesa della vita dal ‘concepimento’ e non, in termini equivoci, ‘dall‘inizio’, come è oggi”.

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