Olimpiadi, Pechino offre 100.000 preservativi ad atleti

martedì 12 agosto 2008 10:56
 

Di Belinda Goldsmith

PECHINO (Reuters) - A Sydney erano esauriti. Ad Atene li avevano raddoppiati. Ora gli organizzatori dei Giochi di Pechino sperano che 100.000 preservativi siano sufficienti per soddisfare i bisogni degli atleti olimpici.

Anche se il sesso non figura tra le competizioni, si attende una certa attività al villaggio olimpico che ospita 10.500 atleti, tutti in ottima forma e con molto tempo libero dopo la loro prova.

Gli atleti hanno ricevuto condom gratis dalle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 nel quadro della campagna anti Aids e Pechino non fa eccezione.

"Ci sono molti giovani, forti e single, nel villaggio e, come altrove, si innamorano e altre cose, così che dobbiamo mettere a disposizione dei preservativi", ha detto a Reuters Ole Hansen, portavoce di Unaids China.

"Molti di loro non sono sposati o non hanno una relazione stabile e dobbiamo assicurarci che abbiano le informazioni e gli strumenti necessari per proteggersi se hanno incontri sessuali".

Ai Giochi di Sydney nel 2000 gli atleti hanno presto dato fondo alla scorta di 70.000 condom e se ne sono dovuti portare altri 20.000.

La Fondazione per la ricerca sull'Aids, anFAR, ha detto che 100.000 preservativi sono stati distribuiti ai Giochi invernali di Salt Lake City nel 2002, dopo che il progetto di offrirne 250.000 si era scontrato con le proteste dei gruppi religiosi e si è raggiunto un compromesso al ribasso.

Ad Atene nel 2004 a disposizione degli atleti ce n'erano 130.000.

Hansen ha detto che il numero offerto a Pechino è stato deciso in base all'esperienza delle Olimpiadi precedenti e che i condom sono disponibili nei centri medici dedicati agli atleti, perché farli ritrovare in camera avrebbe potuto urtare la sensibilità religiosa di alcuni.

Per essere discreti, due preservativi sono inseriti in una brochure sull'Aids, "così nessuno vede che prendi i condom", ha detto Hansen. "Le persone vengono incoraggiate a prendere più brochure che possono".

 
<p>Una coppia a Pechino in Piazza Tiananmen. REUTERS/Gil Cohen Magen</p>