Caso Mele, squillo e avvocato indagati per tentata estorsione

mercoledì 9 gennaio 2008 15:09
 

ROMA (Reuters) - La Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo per tentata estorsione nell'ambito delle indagini sul caso del parlamentare Cosimo Mele, dopo che lo scorso luglio una "squillo" con cui si trovava in un albergo della capitale si sentì male, forse per aver assunto cocaina.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Francesca Zenobi ed Emanuele Antonaci, la prostituta e l'avvocato che la assistette in prima battuta, sono indagati per tentata estorsione ai danni di Mele, che ha sporto denuncia.

Zenobi e l'avvocato, dopo che la notizia dell'incontro a luci rosse era finita sui giornali, avrebbero chiesto al deputato del denaro e la garanzia per la giovane di un contratto per apparizioni televisive in cambio del silenzio su altri particolari piccanti.

Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, aveva accettato le dimissioni presentate da Mele, deputato dello stesso partito, dopo che quest'ultimo aveva ammesso di aver trascorso una serata in compagnia di una prostituta. Mele tuttavia aveva smentito di aver assunto droga.