Arte, Gdf recupera 400 reperti tra cui capolavori pompeiani

martedì 19 febbraio 2008 12:04
 

ROMA (Reuters) - Sono oltre 400 i reperti, tra cui capolavori pompeiani, recuperati dalla Guardia di Finanza in un'operazione denominata "Ulisse". Lo rende noto oggi il Nucleo polizia tributaria di Roma.

"Ammonta a 31 il numero dei denunciati nel corso dell'intera operazione, che ha consentito il recupero alla fruizione pubblica di oltre 400 reperti di inestimabile valore scientifico ed il sequestro di 22 dipinti recanti false attribuzioni e che avrebbero inquinato il mercato internazionale dell'arte", si legge nella nota.

In particolare, torna in Italia un affresco pompeiano strappato nel corso degli anni Settanta da una domus di Oplontis, l'attuale Torre Annunziata, "dopo aver attraversato mezza Europa e fatto bella mostra di sé in alcune dimore gentilizie di Brera e dell'esclusivo Faubourg St. Honoré di Parigi".

L'affresco datato I secolo d. C. - in cui compaiono templi, giardini, fontane, un'agorà ed una residenza cintata, riconducibile con ogni probabilità ad uno degli ambienti della Villa di Poppea Sabina, moglie di Nerone - "era confluito nella collezione di un importante magnate dell'editoria francese, unitamente ad altri capolavori dell'archeologia etrusca, gnathia e magno-greca tutti recuperati dalle Fiamme Gialle".

"Tra le opere figura un corpus di straordinari vasi canosini dalle forme globulari (un askos listato a decorazione bicroma ed un altro con decorazione plastica, entrambi ascrivibili al IV sec. a. C.) ed una serie di vasi attici coevi, a figure rosse e a figure nere, veicolati in Etruria dagli empori del Mediterraneo, tra cui una rara Kalpis ed una ricca selezione di crateri a campana ed a calice", precisa la nota.

Le opere tornano in Italia grazie anche a una serie di rogatorie che hanno interessato diversi Paesi europei, in particolare Svizzera, Francia e Spagna.

Nel corso dell'operazione i militari delle Fiamme Gialle hanno inoltre sequestrato una serie di dipinti falsi attribuiti a grandi artisti tra cui Renoir, Picasso, Modigliani, Monet, Degas, Fontana, De Chirico e Schifano.

"Le opere, rinvenute in un'insospettabile residenza della 'Milano bene', erano state create ad artem per fornire garanzie ed accedere a linee di credito privilegiato presso ignari istituti di credito", ed erano state certificate da "compiacenti personaggi del mondo critico-scientifico".

L'indagine era partita da una serie di elementi che riconducevano al saccheggio di siti sepolcrali etruschi, con gli oggetti sottratti dai "tombaroli" che venivano "immessi nell'indotto clandestino attraverso il Porto Franco di Ginevra e da lì avviati sulle rotte asiatiche dei mercati sino-nipponici".

"Il sodalizio operava tra il Lazio, la Toscana e la Lombardia, con base operativa nella centralissima Place Vendome, nella Capitale Francese, in un principesco resort".

Le persone denunciate nel corso dell'operazione sono 31.