Indagine su Capello per frode fiscale estesa a famiglia

martedì 8 aprile 2008 15:30
 

TORINO (Reuters) - L'indagine per frode fiscale che vede indagato il ct della nazionale inglese di calcio Fabio Capello è stata estesa alla moglie Laura Ghisi e ai suoi due figli, Edoardo e Pier Filippo, riferiscono oggi i magistrati torinesi.

"Posso confermare che la moglie e i figli di Capello sono indagati con le stesse accuse", ha detto a Reuters il pm Marco Gianoglio, aggiungendo che anche il presidente della Roma Franco Sensi e le figlie Maria Cristina e Rosella, che è general manager del club, sono coinvolti nelle indagini, assieme al presidente del Genoa, Enrico Preziosi.

I magistrati dicono che stanno controllando se i "milioni" di euro guadagnati da Capello mentre era allenatore della Roma (1999-2004) non siano stati dichiarati.

Capello ha detto in una nota sul sito www.thefa.com a gennaio che le sue finanze erano in ordine e che non era a conoscenza di questioni controverse.

La settimana scorsa i magistrati romani hanno detto di stare indagando su Capello per il sospetto che abbia taciuto informazioni dopo aver testimoniato nel processo della Gea World, che vede tra gli imputati l'ex direttore generale della Juve Luciano Moggi e Davide Lippi, figlio dell'ex ct Marcello.

Gli avvocati del ct 61enne dicono in un comunicato di essere fiduciosi che ciò che riguarda la testimonianza della Gea "sarà presto completamente chiarito".

L'indagine dei magistrati del capoluogo piemontese è stata avviata in seguito a una segnalazione ricevuta dall'Agenzia delle entrate, che avrebbe parlato alla procura di alcuni pagamenti "estero su estero", effettuati cioè da sponsor stranieri o con sede principale all'estero, ad alcune società che lo stesso Capello ha costituito in Lussemburgo. Di qui l'ipotesi di frode fiscale.

Capello risulta indagato a Torino dal giugno 2007. Nello stesso mese la procura del capoluogo piemontese aveva effettuato perquisizioni presso le sedi delle società di calcio Roma e Juventus, due club di cui Capello è stato allenatore.

Fu proprio nel corso di quelle perquisizioni che venne acquisita documentazione su contratti e sponsor.

 
<p>Il ct della nazionale inglese di calcio Fabio Capello. REUTERS/Max Rossi</p>