Olimpiadi, arriva il "velo atletico" per le sportive musulmane

lunedì 18 agosto 2008 10:31
 

SYDNEY (Reuters) - Dopo il "burqini" arriva lo "hijood". La designer australiana divenuta famosa per aver creato costumi da bagno per donne musulmane conservatrici ha ora lanciato uno speciale copricapo dedicato alle atlete che cercano la gloria senza compromettere la fede.

La velocista olimpica del Bahrain, Rogaya Al Ghasara, sarà domani la prima atleta a gareggiare indossando un "hijood", ovvero una combinazione di "hijab" (un tipo di velo islamico) e "hood" (in inglese "cappuccio").

Disegnato da Aheda Zanetti, direttore della società australiana Ahiida, l'hijood permette di respirare, calza come un cappuccio e copre capelli e collo, in sintonia con la tradizione islamica.

Il capo d'abbigliamento -- che costa 56 dollari -- è stato ispirato a Zanetti dalla nipote, che indossa abitualmente la hijab e gioca a pallacanestro.

Secondo quanto si legge in una nota, l'atleta Al Ghasara ha detto che l'hijood le permette di combinare il "bisogno di sobrietà" con i vantaggi di un design che utilizza un tessuto che lascia respirare e permette libertà di movimento.

Zanetti aveva studiato in precedenza il "burqini", costume da bagno in lycra che assomiglia ad una muta da subacqueo -- con maniche lunghe e copertura fino alla caviglia -- senza essere troppo aderente, ed è completo di copertura per il capo in stile hijab.

Da donna musulmana cresciuta in una società non -islamica, la designer Zanetti, di origine libanese, ha accolto la sfida di disegnare abbigliamento sportivo consono al codice islamico e nello stesso tempo comodo e accettabile per la disciplina in questione.

 
<p>Ruqaya Al Ghasra REUTERS/Hamad I Mohammed</p>