Olimpiadi, associazione diritto casa lancia appello al Cio

mercoledì 16 luglio 2008 19:25
 

GINEVRA (Reuters) - Un'associazione internazionale per i diritti abitativi ha lanciato oggi un appello al Comitato Internazionale per le Olimpiadi (Cio) perché obblighi le città che vogliono ospitare i Giochi a proteggere la popolazione locale da sfratti arbitrari.

Il gruppo, che ha sede a Ginevra, ha lanciato il suo appello in un rapporto, in cui si dichiara che 1,5 milioni di persone nella capitale cinese hanno dovuto lasciare le proprie case in vista dei Giochi del prossimo agosto a Pechino.

Da ora in poi, dice il rapporto del Centro per i diritti alla casa e lo sfratto (Cohre), il Cio "dovrebbe selezionare solo candidati e città ospitanti che garantiscano la protezione e la promozione dei diritti alla casa nel corso del proprio progetto per le Olimpiadi".

L'organizzazione olimpica dovrebbe anche includere i diritti alla casa nei contratti con le future città ospitanti, monitorare l'attuazione degli impegni presi durante il procedimento per l'ammissione "e intervenire nel di caso di una qualsiasi violazione"- ha detto il Cohre.

Il direttore esecutivo dell'organizzazione, Salih Booker, ha detto durante una conferenza stampa che il Cio "ignora volutamente" le violazioni della Cina ai principi delle Olimpiadi.

La Cina respinge le accuse del Cohre, già precedentemente pubblicate quest'anno, secondo cui 1,5 milioni di cittadini pechinesi sarebbero stati costretti a lasciare le proprie case per fare posto agli spazi dedicati agli Olimpiadi, per il decoro urbano e per progetti legati ai Giochi.

I funzionari cinesi hanno detto che le famiglie coinvolte nel "programma di trasloco delle Olimpiadi" sono circa 6.000.

La ricerca del Cohre mostra che le violazioni - che vanno da espropriazioni sotto compenso a sfratti forzati da parte dello stato - "stanno diventando sempre più parte integrante dei progetti di chi ospita grandi eventi, specialmente le Olimpiadi", ha detto Booker.

"E' importante che il Cio agisca immediatamente per assicurare che i diritti alla casa non vengano più ignorati nelle future decisioni del Comitato Olimpico".

Secondo Booker, gli stessi standard dovrebbero essere usati dall'organizzazione internazionale calcistica Fifa, che stabilisce il luogo per i campionati Mondiali di calcio, che come le Olimpiadi vengono celebrati ogni quattro anni.