Olimpiadi, comitato giornalisti: rischi libertà stampa in Cina

venerdì 6 giugno 2008 10:28
 

WASHINGTON (Reuters) - I giornalisti stranieri che seguiranno le Olimpiadi del prossimo agosto devono fare attenzione a non mettere a rischio i propri assistenti cinesi e le fonti delle proprie notizie, che potrebbero incorrere nell'arresto nel caso in cui trattassero "temi sensibili".

Lo ha detto oggi il Comitato per la tutela dei giornalisti, che ha sede a New York.

L'associazione statunitense ha inoltre chiesto al Cio (Comitato Internazionale Olimpico) di fare pressioni sulla Cina affinché vengano rispettate le promesse di libertà di stampa per gli oltre 21.500 giornalisti stranieri che giungeranno in Cina per i Giochi, in programma dall'8 al 24 agosto.

Riferendosi alle manifestazioni di protesta in Tibet del marzo scorso, il comitato avverte in un rapporto che "l'esperienza passata ha mostrato che la Cina tende ad assumere il pugno di ferro quando si tratta del controllo dei media e della minaccia di offuscare l'immagine del paese di nazione unita".

"I giornalisti che giungono in Cina dovrebbero essere consapevoli dei rischi che possono correre le persone che loro assumono o intervistano, così come dei rischi che loro stessi corrono", continua il rapporto.

La relazione - "Falling Short" - afferma che l'impegno del 2001 di non applicare nessuna censura ai media, che aiutò la Cina ad acquisire il diritto di ospitare le Olimpiadi nel 2008, non è stato finora mantenuto.

"Anche se a poche settimane dalle Olimpiadi, vi chiediamo di insistere affinché il governo cinese mantenga pienamente l'impegno di garantire la libertà di stampa per i Giochi Olimpici del 2008", ha suggerito il Comitato per la tutela dei giornalisti al Cio.

Il rapporto cita come "questioni sensibili" i problemi legati alle Olimpiadi, al Tibet buddista o alle regioni musulmane dello Xinjiang, manifestazioni su temi sociali e ambientali, malati di Hiv/Aids, restrizioni sui rifugiati nordcoreani e tutto ciò che riguarda il gruppo spirituale fuorilegge Falun Gong.

L'impegno della Cina per la libertà di stampa riguarda i media stranieri e non quelli nazionali e terminerebbe alla fine dei Giochi, ma, secondo il rapporto, è stato ampiamente ignorato durante le manifestazioni in Tibet di pochi mesi fa, quando interi gruppi di giornalisti furono allontanati dalla zona dalle autorità.

 
<p>Countdown per i Giochi Olimpici 2008, nell piazza Tiananmen di Pechino, il 4 giugno 2008. REUTERS/David Gray (Cina)</p>