Inchiesta su morte Diana, capo polizia respinge accuse complotto

giovedì 14 febbraio 2008 18:47
 

LONDRA (Reuters) - L'ex capo della polizia britannica che ha condotto l'inchiesta sulla morte della Principessa Diana ha oggi respinto le accuse delle "malelingue" secondo cui non avrebbe svolto il suo lavoro in modo appropriato.

"Le insinuazioni abbondano nelle parole della gente, non è giusto", ha detto John Stevens nell'ambito dell'indagine londinese sulla morte di Diana e del suo compagno Dodi Al-Fayed, rimasti uccisi in un incidente stradale a Parigi nell'agosto del 1997.

"Mi aspetto delle scuse", ha detto alla corte, "mi sono state mosse gravi accuse."

La sua indagine concluse, nel dicembre 2006, che la morte di Diana era stato un tragico incidente e che la principessa non era stata vittima di un complotto omicida, come sostenuto dal padre di Dodi, il miliardario Mohamed Al-Fayed.

Fayed sostiene che suo figlio e Diana furono uccisi dai servizi segreti britannici su ordine del Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta ed ex suocero di Diana, perché la famiglia reale non avrebbe accettato che la madre del futuro Re avesse un figlio da Dodi.

L'imbalsamazione sarebbe servita, secondo il proprietario dei lussuosi magazzini Harrods, a nascondere le prove di una gravidanza.

Fayed, che apparirà davanti alla corte lunedì, ha definito il rapporto di Stevens "spazzatura" e ha detto: "C'è un complotto contro di me".

"E' oltraggioso", ha detto Stevens dopo un acceso scambio con gli avvocati. "Ciò che mi addolora è essere accusato di aver manipolato i miei collaboratori e di aver intrapreso un'azione criminale".

Secondo la legge britannica, in caso di morte innaturale è obbligatorio l'avvio di un'inchiesta. Quella su Diana partì solo dopo la fine delle indagini sull'incidente condotte dalle polizie francese e britannica.