Brunello "taroccato", almeno 4 aziende indagate in Toscana

venerdì 4 aprile 2008 18:05
 

ROMA (Reuters) - Sarebbero quattro, finora, le aziende produttrici di Brunello di Montalcino indagate dalla procura di Siena per aver "taroccato" il famoso vino, tra i fiori all'occhiello del made in Italy. Lo riferisce lo stesso Consorzio di tutela.

"A noi risulterebbero 4 aziende con avvisi, e 13 in totale dove sono stati effettuati dei controlli", ha detto al telefono a Reuters Stefano Campatelli, direttore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, che raccoglie circa 200 imbottigliatori.

Secondo un articolo comparso oggi sull'Espresso, sarebbero cinque le aziende coinvolte nell'inchiesta della procura senese, che avrebbe iscritto nel registro degli indagati una ventina di persone. L'accusa sarebbe di avere utilizzato non solo il sangiovese - unica uva ammessa dal disciplinare, cioè dall'insieme di regole da seguire nella produzione - ma anche, per il 10-20%, altri vitigni come merlot, cabernet sauvignon, petit verdot e syrah.

Un punto, quello dell'utilizzo per il Brunello di uve diverse dal sangiovese, che Campatelli smentisce.

"Questo lo scrive l'Espresso, ma (sulla base dei) documenti che provengono dalla procura della Repubblica di Siena, a noi non risulta", dice il direttore del Consorzio, precisando che il mancato rispetto del disciplinare di produzione riguarderebbe "le rese", cioè la quantità di uva prodotta per ogni ettaro di vigneto.

E una cosa è barare sulla resa, un'altra sulle uve impiegate per produrre un vino importante e costoso come il Brunello.

Tra l'altro, precisa Campatelli, "non ci sono mezzi analitici che possono stabilire con certezza che in quel vino, invece di esserci solo del sangiovese, c'è anche del merlot o del cabernet. Non esiste un'analisi ufficiale".

Ma se l'accusa sostenuta dall'Espresso si dimostrasse fondata, e si scoprisse che aziende vinicole di fama mondiale hanno effettivamente impiegato uve diverse dal sangiovese, queste rischierebbero di essere estromesse dal Consorzio?

"Teoricamente sì, però sarebbe da valutare con calma", risponde cauto il direttore, che comunque ci tiene a precisare: "Potrebbe essere anche una cosa seria, ma se c'è qualcosa è di dimensioni veramente molto contenute".   Continua...

 
<p>Un turista odora un bicchiere di Brunello di Montalcino. REUTERS/Max Rossi/files (ITALY)</p>