Stagione nera per miele italiano, colpa di clima e insetticidi

giovedì 24 luglio 2008 13:28
 

ROMA (Reuters) - Brutte notizie per il miele italiano. La stagione 2008 si prospetta infatti decisamente negativa, con il 40% delle api morte, secondo le stime a livello nazionale.

"Tranne rare eccezioni si registra per ora sul territorio nazionale un calo medio produttivo di miele del 30%", si legge in una nota degli organizzatori della "Settimana del miele", gli "stati generali" dell'apicoltura italiana che si svolgerà a Montalcino dal 12 al 14 settembre.

Anche se fanno ben sperare i millefiori estivi, la cui stagione è appena iniziata, ed eucalipto e castagno che stanno fiorendo, la situazione è preoccupante per tutti gli altri prodotti.

"Praticamente nullo il raccolto di miele di agrumi in Sicilia, scarsissimo quello nelle altre regioni vocate, Calabria, Basilicata e Puglia. Brutte notizie anche per il miele d'acacia, il più ricercato e consumato dagli italiani: al Nord e in Toscana a causa delle piogge incessanti se ne è raccolto pochissimo", si legge nella nota.

"Il raccolto di miele di tarassaco nel Nord non si è praticamente effettuato, a causa dello spopolamento degli alveari e dell'impressionante esodo forzato di alveari dalle zone contaminate da insetticidi tossici dispersi nelle operazioni di semina del mais. Pessima anche la situazione dei millefiori primaverili, che registrano ovunque un raccolto scarso (-70%)".

COLPA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E DEI NUOVI INSETTICIDI

Secondo Francesco Panella, presidente dell'Unione nazionale degli apicoltori italiani, "la sopravvivenza e produttività delle api è seriamente minacciata da fenomeni correlati quali la difficoltà di difesa veterinaria e l'andamento del clima. Il nostro sforzo è proteso ad affrontarli come avvenimenti congiunturali".

Il problema è che non si fa nulla "per eliminare il micidiale impatto ambientale sulle api e sugli altri insetti utili dei nuovi e potentissimi insetticidi irresponsabilmente autorizzati dalle autorità nazionali e irrorati copiosamente nelle nostre campagne", spiega Hubert Ciacci, presidente dell'Asga (Associazione apicoltori Siena Grosseto Arezzo), sottolineando che "le stesse sostanze sono invece vietate nei Paesi vicini, come Francia, Germania e Slovenia".

In Italia operano 50.000 apicoltori, con 1,1 milioni di alveari, per un giro d'affari di 60 milioni di euro "che arriva a 2,5 miliardi se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all'agricoltura", precisa la nota.

 
<p>Api da miele della colonia di Calvin Parsons, Saskatchewan, Canada. REUTERS/Dave Stobbe</p>