Ultras: per due cade aggravante terrorismo, ma restano in cella

martedì 4 dicembre 2007 12:19
 

ROMA (Reuters) - Resteranno in carcere due degli ultras coinvolti negli scontri dello scorso 11 novembre a Roma, dopo la morte di un tifoso laziale ucciso da un poliziotto, anche se per loro è caduta ora l'aggravante del terrorismo. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il Tribunale del riesame ha stabilito che Claudio Gugliotti e Saverio Candamano restano in cella, ma ha fatto cadere nei loro confronti l'aggravante del terrorismo, che per la prima volta era stata applicata nei confronti di ultras dello sport.

I due erano stati fermati nei pressi della caserma di polizia di via Reni, attaccata da alcune centinaia di ultras domenica 11 novembre, poche ore dopo che Gabriele Sandri, giovane tifoso della Lazio e conosciuto a Roma anche come dj, era stato ucciso in un autogrill vicino ad Arezzo dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella.

In un primo momento, i pm romani che indagano sulla vicenda avevano ipotizzato per tutte e quattro le persone arrestate quella sera l'aggravante. Successivamente, però, l'addebito era rimasto solo per Gugliotti, 21 anni, e Candamano, 27 anni, accusati di devastazione, danneggiamento, lancio di oggetti atti a offendere, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Il Riesame ha stabilito anche che rimane invece agli arresti domiciliari un altro tifoso arrestato l'11 novembre, il 21enne Valerio Minotti, il cui legale aveva chiesto la rimessa in libertà .

Lascia invece il carcere, per andare ai domiciliari, il 27enne Lorenzo Sturiale, accusato di resistenza a pubblico ufficiale. A deciderlo oggi, riferiscono fonti giudiziarie, è stato il giudice per le indagini preliminare Enrico Imprudente.

 
<p>Motorini distrutti di fronte allo Stadio Olimpico di Roma dopo gli scontri dell'11 novembre scorso. REUTERS/Tony Gentile (ITALY)</p>