Diminuzione mondiale scorte cibo e aumento prezzi, dice studio

martedì 4 dicembre 2007 13:27
 

PECHINO (Reuters) - La popolazione mondiale mangia più di quanto produce, e i prezzi dei generi alimentari potrebbero aumentare per anni a causa di un'espansione dell'agricoltura per i biocarburanti e per i cambiamenti climatici, portando al malcontento sociale. Lo hanno affermato oggi un esperto e un nuovo studio.

Solo l'aumento del biocarburante potrebbe far aumentare i prezzi del mais di più di due terzi entro il 2020 e aumentare il costo dell'olio di semi del 50%, secondo l'International Food Policy Research Institute.

Le scorte globali di cereali, uno strumento chiave usato per combattere le carestie di tutto il mondo, sono ai livelli minimi dagli anni '80 a causa di una diminuzione delle piantagioni e delle condizioni atmosferiche, secondo quanto afferma il direttore generale dell'istituto Joachim von Braun.

"Attualmente il mondo mangia più di quello che consuma, e negli ultimi 5-6 anni questo si riflette nella diminuzione dei livelli delle scorte. Non può continuare, presto le scorte saranno esaurite", ha spiegato a Pechino durante una conferenza.

"I giorni degli alimentari a prezzi stracciati potrebbero essere finiti", ha detto von Braun, principale autore dello studio "World Food Situation".

"L'aumento della domanda di generi alimentari ha recentemente portato a un drastico aumento dei prezzi ... inoltre i cambiamenti climatici avranno un impatto negativo sulla produzione di cibo", ha aggiunto.

Questa è una brutta notizia per i poveri, che hanno già sofferto effetti "abbastanza drammatici" a causa di una triplicazione dei prezzi del grano e un raddoppiamento di quelli del riso dal 2000.

Più investimenti nella tecnologia agraria, un welfare che si occupi soprattutto dei bambini, la rimozione delle barriere commerciali, infrastrutture migliorate e opportunità finanziarie nei paesi meno sviluppati potrebbero aiutare ad implementare la sicurezza alimentare.

 
<p>Alcuni bambini ricevono razioni di cibo alla periferia di Mogadiscio. REUTERS PICTURE</p>