Usa: vietare bombe a grappolo compromette missioni umanitarie

giovedì 22 maggio 2008 10:32
 

di Susan Cornwell

WASHINGTON (Reuters) - Una moratoria globale sulle bombe a grappolo potrebbe mettere in pericolo la partecipazione statunitense alle missioni di peacekeeping e a quelle di soccorso in varie parti del mondo. Lo ha dichiarato ieri un alto funzionario dell'amministrazione americana.

I rappresentanti di oltre cento nazioni del mondo si stanno incontrando in questi giorni a Dublino per firmare un accordo contro l'uso delle bombe a grappolo, senza la partecipazione di Cina, Usa e Russia. I partecipanti criticano queste armi per il fatto che colpiscono indiscriminatamente e perché le ritengono inaffidabili.

Ma Stephen Mull, vice segretario di Stato americano per gli affari militari, ha detto che le bombe a grappolo continuano ad avere "una certa utilità militare" e che un eventuale divieto di utilizzarle potrebbe finire con il "criminalizzare" le operazioni militari a cui partecipano congiuntamente i paesi che dovessero firmare la moratoria insieme agli Stati Uniti.

"Per esempio, se l'accordo passasse nella forma attualmente in discussione, qualsiasi nave militare americana sarebbe tecnicamente impossibilitata a partecipare alle operazioni di soccorso internazionale come stiamo facendo adesso dopo il terremoto cinese e il ciclone in Birmania, o come abbiamo fatto dopo lo tsunami del 2004", ha detto Mull. "Questo perché la maggior parte delle unità militari Usa hanno nel loro inventario questo tipo di armi".

Le bombe a grappolo sono pensate per aprirsi prima di colpire il bersaglio in modo da spargere decine di piccoli ordigni su un determinato territorio. Una volta al suolo, però, spesso rimangono inesplose, creando dei campi minati che rischiano di uccidere chiunque capiti nell'area, cosa che spesso succede a bambini incuriositi dai piccoli oggetti.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha detto ai delegati riuniti a Dublino all'inizio della settimana che l'uso, la progettazione, la produzione, il commercio e l'accumulazione di questo tipo di bombe dovrebbero essere proibiti.

L'incontro di Dublino, parte di un processo lanciato in Norvegia parecchi anni fa per preparare un trattato per vietare le bombe a grappolo, è stato danneggiato dall'assenza di importanti attori mondiali come la Cina, gli Usa e la Russia, che si oppongono all'approvazione del divieto.

 
<p>Alcuni esemplari di bombe a grappolo sono radunati da uno sminatore vietnamita in una foto d'archivio scattata nel 2007. REUTERS/Kham (VIETNAM)</p>