Studio genetico mette in luce legami tra siberiani e americani

venerdì 22 febbraio 2008 11:49
 

WASHINGTON (Reuters) - Gli indigeni della Siberia hanno forti legami genetici con gli abitanti originari delle Americhe, secondo uno studio che offre un ulteriore sostegno alla teoria secondo cui il primo uomo si è insediato nelle Americhe attraversando la lingua di terra che esisteva un tempo nello Stretto di Bering.

I ricercatori della Stanford University in California hanno analizzato i geni di 938 persone provenienti da 51 posti diversi, tenendo in considerazione 650.000 location di Dna in ogni persona.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Science, ha messo in luce similitudini e differenze tra diverse popolazioni.

"Si tratta della migliore risoluzione sulla genetica delle popolazioni mai fatta finora, sia in termini di numero di popolazioni studiate sia di marcatori genetici", ha spiegato in un'intervista Devin Absher, ricercatore dello Stanford Human Genome Center.

Secondo i ricercatori, uno dei risultati più significativi è dato dalle similitudini genetiche tra il popolo Yakut -- che vive in Siberia -- e diverse popolazioni originarie del Messico, dell'America centrale, della Colombia e del Brasile, tra cui i Maya in America centrale e i Surui e i Karitiana in Brasile.

"Questo è certamente un segnale di una comune origine", ha spiegato ancora Absher.

Lo studio sostiene la teoria secondo cui gli esseri umani si sono spostati nelle Americhe dalla Siberia percorrendo una lingua di terra, che ora non c'è più, che attraversava lo stretto di Bering forse 12.000-30.000 anni fa.

Le precedenti ricerche avevano sì dimostrato un legame genetico, rivelando che un'unica mutazione genetica era condivisa dai popoli originari della Siberia e delle Americhe, ma questo studio offre prove genetiche ancor più rilevanti.

 
<p>Una suggestiva immagine di una foresta ghiacciata nella Siberia centrale. REUTERS/Ilya Naymushin (RUSSIA)</p>