Frutta fuori stagione a Natale rovina tasche e clima -Coldiretti

sabato 1 dicembre 2007 11:36
 

ROMA (Reuters) - Le ciliegie sulla tavola natalizia faranno anche scena, ma rovinano sia le tasche che il clima, avverte Coldiretti.

Quest'anno pare si registri un vero e proprio boom per la frutta fuori stagione, nonostante i 22 euro al chilo delle pesche, i 25 delle albicocche fino ad arrivare ai 30 delle ciliegie, spiega Coldiretti in una nota.

Ma "si tratta di una tendenza che concorre a far saltare il budget dei cenoni di fine anno con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy che si trovano tutti al di sotto dei 3 euro al chilo".

Non solo: più frutta fuori stagione sulle nostre tavole nel periodo delle feste equivale a un maggior inquinamento.

"Secondo uno studio della Coldiretti, ad esempio, per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall'Argentina in aereo per una distanza di 12.000 chilometri si liberano 16,2 chilogrammi di CO2 , mentre per un chilo di pesche dal Sudafrica nel viaggio di 8.000 chilometri si emettono 13,2 chili di CO2 e, infine, gli arrivi di ogni chilo di uva dal Cile producono 17,4 chili di CO2", aggiunge la nota.

"Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l'anno".

Molto meglio, allora, stupire gli ospiti riscoprendo frutti nazionali meno diffusi come "melograno, cachi e fico d'India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti".

 
<p>Un banco di melograni. REUTERS/Gil Cohen Magen</p>