Ue spinge Cina al dialogo sul Tibet

sabato 29 marzo 2008 18:35
 

BRDO, Slovenia (Reuters) - L'Unione europea ha chiesto oggi la fine della repressione in Tibet e invitato la Cina al dialogo sui diritti religiosi e culturali dei tibetani, ma senza fare alcun collegamento con le Olimpiadi. E' quanto è emerso dal vertice dei ministri degli Esteri della Ue, che si è tenuto in Slovenia.

Uscendo dall'incontro, il capo della diplomazia britannica, David Miliband, ha detto che i 27 paesi vogliono che Pechino si apra al dialogo con il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano in esilio, dopo la sua critica alle violenze.

In un documento unitario i ministri Ue hanno evitato ogni riferimento diretto alla possibilità di boicottare l'apertura delle Olimpiadi a Pechino in agosto, dato che esistono posizioni diverse sull'argomento.

"La Ue condanna ogni forma di violenza e porge le sue condoglianze per le vittime. Chiede la fine della violenza e che le persone arrestate siano trattate in conformità con gli standard internazionali", si legge nella versione definitiva della dichiarazione finale.

I ministri lanciano un appello in favore di un "dialogo necessario, sostanziale e costruttivo che affronti le questioni centrali della conservazione della lingua, cultura, religione e tradizioni tibetane", ma hanno rimosso dal testo la parola "repressione", che compariva nella prima bozza.

I ministri hanno quindi cercato una linea comune sulle violenze in Tibet, dopo una settimana di cacofonia sull'opportunità di partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi.

Su questo punto però le differenze persistono, con il ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzenberg, che ha detto ai giornalisti: "Non vedo perché dovremmo essere rappresentati alla cerimonia di apertura".

"Queste cose sono in uso nelle dittature", ha aggiunto riferendosi alle Olimpiadi di Mosca (1980) e Berlino (1936). "Dopo tutti questi anni dovremmo avere capito che cosa siano i Giochi, uno show a beneficio di chi è al potere".

La maggior parte dei ministri che hanno parlato ieri e oggi sono però contrari al boicottaggio, anche se il presidente francese Nicolas Sarkozy, che avrà la presidenza di turno della Ue durante le Olimpiadi, ha smussato la sua posizione di chiusura.   Continua...

 
<p>Un manifestante pro-Tibet protesta davanti all'ambasciata cinese a Madrid. REUTERS/Susana Vera</p>