Cina e India rifiutano target G8 su tagli emissioni

mercoledì 9 luglio 2008 10:00
 

TOYAKO, Giappone (Reuters) - La Cina e l'India non sono pronte ad accordarsi per un obiettivo di tagli del 50% alle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 come concordato dal G8 di ieri.

Lo ha detto un consigliere del presidente francese, aggiungendo che le due emergenti economie asiatiche, che assieme producono il 25% delle emissioni che secondo gli scienziati contribuiscono al riscaldamento del pianeta, saranno disponibili ad assumere impegni più avanti nel tempo.

"Cina e India non aderiscono per il momento all'obiettivo di una riduzione del 50% entro il 2050, ma c'è una disponibilità a partecipare in futuro", ha detto il funzionario.

Il paesi del G8 - Giappone, Gran Bretagna, Canada, Germania, Francia, Italia, Russia e Stati Uniti - hanno discusso del cambiamento climatico con Cina, India, Africa del Sud, Messico e Brasile.

A queste nazioni si sono poi aggiunte Australia, Corea del Sud e Indonesia nel cosiddetto meeting delle maggiori economie.

I G8, in particolare gli Stati Uniti, sostengono di non poter portare avanti l'obiettivo di dimezzare le emissioni nocive se le economie in rapido sviluppo come la Cina non faranno la loro parte.

Il presidente Hu Jintao ha replicato che la Cina ha preso il problema del cambiamento climatico molto sul serio, convenendo che i paesi in via di sviluppo dovrebbero contribuire in ogni modo possibile per combattere il riscaldamento globale. Ma Jintao ha anche detto che l'onere maggiore deve ricadere sui paesi ricchi.

Hu ha anche sottolineato che la Cina intende partecipare in modo costruttivo ai colloqui globali sul patto che sostituirà il protocollo di Kyoto, che scade nel 2012.

Tuttavia, ha proseguito il presidente cinese, la Cina è un paese ancora in via di sviluppo nel processo di industrializzazione e modernizzazione. In più le emissioni pro-capite in Cina, sia passate che attuali, sono significativamente basse. Ma la loro crescita, ha aggiunto Hu, dipende in parte anche dall'insediamento di industrile occidentali nel Paese.

 
<p>Il summit delle grandi potenze a Toyako. REUTERS/Kyodo</p>