Donne ai vertici, meno del 20% nel 2035, dice ricerca McKinsey

lunedì 28 gennaio 2008 13:02
 

MILANO (Reuters) - Sul lavoro rendono più degli uomini, ma solo una poltrona di vertice su 10 in Europa è assegnata alle donne. E nel 2035, senza interventi incisivi, meno del 20% delle posizioni di vertice a livello europeo sarà occupato da donne. In Italia, sarà appena il 4%.

Lo si legge in una ricerca presentata da McKinsey & Company su "donne e leadership".

Secondo la ricerca, solo l'11% dei membri dei board e comitati esecutivi delle prime 50 aziende europee quotate sono donne (32% in Norvegia e 3% in Italia) e le differenze salariali sono intorno al 15%.

L'aumento del numero di donne laureate non basta: senza interventi incisivi, nel 2035 meno del 20% delle posizioni di vertice in Europa sarà occupata da donne: il 17% in Germania (+6 punti percentuali rispetto al 2006), l'11% in Francia (+3 punti percentuali), l'8% in Spagna (+4), il 4% in Italia (+1).

Eppure, secondo McKinsey, le imprese con maggiore presenza femminile ai vertici -- più del 30% dei senior manager -- hanno un'organizzazione più armonica e una performance economico-finanziaria migliore della media di settore: un Roe (l'indice di redditività "Return on equity") superiore del 10%, un Ebit circa doppio e una performance borsistica superiore del 70%.

A pesare sulla situazione femminile, "la sindrome del doppio carico" familiare e professionale, spiega McKinsey.

Le donne sono e restano al centro della vita familiare, dedicendole più del doppio del tempo degli uomini nella media europea, ma fino al triplo in Italia. La carriera per la donna ha quindi un costo "elevatissimo". Su circa 900 top e middle manager intervistati (metà uomini e metà donne), solo l'11% delle donne risulta sposata con figlio, rispetto al 53% dei colleghi maschi.

Non sorprende che, di fronte a questi sacrifici, le donne optino spesso per un'uscita dal mondo del lavoro, temporanea o definitiva.