Sciopero del pane:adesione 37% per promotori, Fippa: nessun calo

giovedì 18 settembre 2008 12:02
 

ROMA (Reuters) - E' in corso da questa mattina lo "sciopero della pagnotta", indetto da 14 associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori che hanno invitato i cittadini a boicottare oggi tutti i prodotti che hanno subito i maggiori rincari negli ultimi mesi.

Ma risultano controverse le cifre dell'adesione registrata finora. Secondo la Federazione dei panificatori (Fippa) -- che si è schierata ieri contro lo sciopero, ritenendolo frutto di una "campagna denigratoria" contro i fornai e di eccessivi allarmismi -- fino alle 10:30 di questa mattina non si sarebbe verificato alcun calo delle vendite nei 25 mila panifici artigianali italiani, secondo un monitoraggio della Federazione su 35 città italiane.

Diverse le stime dell'Associazione contribuenti italiani -- che sostiene l'iniziativa -- secondo cui, alle 10 di stamattina, l'affluenza alle salumerie e supermercati era del 37,35% in meno rispetto alla stessa ora dei giorni precedenti.

Variano le percentuali registrate da provincia a provincia secondo i dati dell'associazione -- che cita le prime proiezioni elaborate da Krls Network of Business Ethics per conto dello Sportello del Contribuente --: a Napoli e dintorni si registra il maggior calo dell'affluenza ai market con -41%, seguito da Roma con -39,8%, Torino con -39,7%, Genova con -38,7%, e Palermo con -38,2%.

Intanto, sullo sciopero della spesa, la Federazione italiana dettaglianti dell'alimentazione (Fida) e Confcommercio hanno lanciato oggi un appello alle associazioni dei consumatori, perché non trattino in modo "folkloristico" un tema così delicato, "perché consumatori, commercianti e produttori sono tutti sulla stessa barca".

"Un appello alle associazioni dei consumatori e alla Coldiretti affinché smettano di trattare un tema delicato come quello dei prezzi in maniera così folkloristica", ha detto il presidente della Fida-Confcommercio Dino Abbascià in una nota.

"Vanno evitate iniziative che hanno il solo fine di guadagnare un po' di visibilità sui media per far posto ad una analisi più seria sul meccanismo di formazione dei prezzi, sulla filiera e sui reali margini che i vari settori hanno sui prezzi finali", ha aggiunto.

 
<p>Differenti qualit&agrave; di pane. REUTERS/Ina Fassbender</p>