4 dicembre 2007 / 07:30 / 10 anni fa

Coppie senza figli in sosta a Napoli per la "sedia dei miracoli"

<p>Fedeli pregano presso la casa-santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, nei Quartieri Spagnoli di Napoli. To match feature ITALY-RELIGION/CHAIRMax Rossi (ITALY)</p>

di Antonella Ciancio

NAPOLI (Reuters) - A pochi passi da via Speranzella, tra i vicoli dei "Quartieri" di Napoli dove per circa 200 anni hanno albergato le truppe spagnole vicereali, un'antica sedia di legno, rivestita da una coperta logora, è diventata meta di preghiera per le coppie senza figli.

La sedia-reliquia, appartenuta alla prima santa nata a Napoli, è custodita da oltre due secoli al secondo piano di una casa-santuario in Vico Tre Re a Toledo. Affissi alle pareti dell'appartamento, centinaia di annunci di nascite di colore rosa e azzurro ringraziano la "santarella" per la grazia ricevuta.

"La santa ti aspetta", dice suora Elisa, energica 65enne, accogliendo centinaia di uomini e donne di tutte le età, che ogni giorno affollano la dimora, con annessa chiesa, diventata meta fissa del turismo religioso.

Al termine della messa, una scala ripida conduce i fedeli lungo uno stretto corridoio in un appartamento di tre stanze dove Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, nata Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, trascorse metà della sua vita in castità e sofferenza, fino alla sua morte avvenuta nel 1791, all'età di 76 anni.

Ritratti della compatrona di Napoli, insieme a biglietti di ringraziamento spediti da ogni parte d'Italia e dall'estero, adornano le mura spoglie dell'appartamento. In un angolo, sotto una vecchia coperta di lana, riposa la sedia "dei miracoli".

"Sei sposata?", chiede sorella Maria Giuliana a una giovane donna seduta sulla sedia di legno, prima di sfiorarle il ventre con un reliquiario, che protegge dal tempo una vertebra e un piccolo ciuffo di capelli appartenuti alla santa.

Alle spalle dei fedeli, che attendono in silenzio il proprio turno, in piccole teche di vetro sono esposti una "disciplina" e cilici, strumenti che la suora francescana, entrata nel rigido ordine secolare della Riforma di San Pietro di Alcantara, usava per infliggersi penitenze durante la sua solitaria vita di preghiera.

"Sono qui per pregare per tutti, non solo per me", dice una ragazza a Reuters, che preferisce non dire il proprio nome.

GRAZIA A DISTANZA

Una volta terminate le visite del mattino, le suore "figlie di Santa Maria Francesca" trascorrono alcune ore a rispondere a centinaia di lettere di fedeli.

"Ciao, sono Francescarosa Limongelli, sono nata a Londra il 22.01.07 e seppur lontani mamma e papà hanno sentito vicino Santa Maria Francesca e tutte le suore", scrive una famiglia in una lettera pubblicata sul calendario 2008 della congregazione fresco di stampa.

Suora Elisa mostra una foto di un bimbo di cinque mesi e una lettera dei suoi genitori.

"Siamo venuti in visita a Napoli da S.Maria Francesca il 21.01.2006. Tutti, anche il nonno, sono felicissimi del bimbo e di vero cuore ringraziamo la Santa", scrivono Papà Dajan Bogdanovic e mamma Jasmina Milirkovic-Bogdanovic, una coppia di serbi che vive in Germania.

La prova dei "miracoli" o delle "grazie" della "santa della famiglia" -- che soffrì le angherie del padre e rifiutò un matrimonio forzato prendendo i voti -- è tutta negli aneddoti dei fedeli. Una venerazione cresciuta di voce in voce e ultimamente anche su Internet. Numerose testimonianze affiorano sui blog, come su caffenews.wordpress.com.

"Anche se non abbiamo ancora un indirizzo di posta elettronica, riceviamo molte richieste di preghiere per posta o per telefono", spiega suor Elisa.

"I nostri fedeli ci spediscono ad esempio un indumento e ci chiedono di intercedere presso la santa ponendo l'oggetto sulla sedia". "Abbiamo molto lavoro da fare. Ma la santa ha una preghiera per tutti", assicura la sorella, responsabile dell'intenso lavoro della congregazione.

CITTA' DI CHIESE

In una città come Napoli -- conosciuta per le sue testimonianze storiche e il paesaggio ma anche per le piaghe della disoccupazione e della Camorra -- la venerazione dei santi si mescola alle esigenze della vita di ogni giorno.

"Alcuni giorni fa un uomo è giunto da noi", racconta sorella Maria Aurora. "Chiedeva una casa, un lavoro e una famiglia. Gli abbiamo detto di pazientare ma, grazie a Santa Maria Francesca, le sue preghiere sono state esaudite".

L'Italia è ricca di reliquie, che siano parte del corpo o un oggetto appartenuto al santo.

Uno degli esempi più noti di reliquia nel mondo è il sangue di San Gennaro, contenuto in un'ampolla, la cui liquefazione durante la festa del patrono è di buon auspicio per la città.

Durante l'annuale festa del santo patrono, la statua di Santa Maria Francesca sfila nelle strade di Napoli alle spalle di quella di San Gennaro, spiega suor Elisa.

Eppure, è difficile conoscere il numero esatto delle reliquie custodite nei secoli nelle chiese di Napoli. "E' altrettanto impossibile dire esattamente quante chiese ci sono a Napoli", spiega a Reuters Don Luigi Merluzzo, responsabile delle Comunicazioni sociali della Diocesi di Napoli.

"Ci sono 287 parrocchie elencate sul sito web della nostra Diocesi, a cui vanno aggiunte le chiese delle Diocesi vicine, ma molte altre, in parte perché chiuse o proprietà di privati, sono sconosciute a molti".

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