Cinema, al Tribeca festival in mostra il mondo musulmano

domenica 27 aprile 2008 12:05
 

NEW YORK (Reuters) - Sette anni dopo gli attacchi contro il World Trade Center, il festival newyorchese Tribeca ospita una sempre più ricca selezione di film sul mondo musulmano.

Creato poco dopo l'11 settembre 2001 per rilanciare Manhattan, il Tribeca film festival è diventato un appuntamento chiave in Nord America per conoscere la fede islamica e i paesi musulmani, dice il direttore artistico Peter Scarlet.

Quest'anno sono 19 i film legati all'Islam, circa il 10% del programma.

Scarlet, che lavora per il festival dal 2003, ha detto di essere rimasto colpito da una domanda di un giornalista che tre anni dopo la tragedia gli chiese se il Tribeca doveva continuare a mostrare film "delle persone che ci hanno portato l'11 settembre".

"Anche in un paese così grande e florido come gli Stati Uniti la gente sa pochissimo del resto del mondo", ha detto il direttore artistico.

"I film sono l'ultima possibilità che abbiamo per capire cosa abbiamo in comune come esseri umani. Il vero scopo di un festival cinematografico è aprire le nostre finestre, i nostri occhi e le nostre menti", ha aggiunto Scarlet.

Tra i film in programma al festival, che inizia mercoledì, vi sono "Football Under Cover", storia di una squadra di calcio femminile tedesca che va in Iran dopo aver saputo che alle loro colleghe non è permesso giocare, e "Headwind", che mostra gli sforzi degli iraniani per bloccare la censura del governo su media e informazione.

Il regista australiano Faramarz K-Rahber ha documentato la storia d'amore tra un burattinaio australiano e una giovane musulmana proveniente da una famiglia tradizionale pakistana nel film "Donkey in Lahore".

Jane Rosenthal, che ha fondato il festival con suo marito Craig Hatkoff e l'attore Robert De Niro, ha detto che i miglioramenti tecnologici hanno permesso al cinema di raccontare paesi un tempo inaccessibili come quelli islamici.

"Man mano che la tecnologia diventa più accessibile, le persone raccontano le loro storie e portano le telecamere in luoghi che in un milione di anni non ti saresti aspettato".