Cibo: da oggi via libera alla fiorentina "matura" - Coldiretti

sabato 26 aprile 2008 10:43
 

MILANO (Reuters) - Da oggi la bistecca fiorentina ottenuta con animali di età superiore ai 30 mesi può definitivamente tornare sulla tavola di italiani, dopo che è entrato in vigore il via libera sancito dopo più di sette anni di divieto a causa dell'emergenza mucca pazza.

Lo rende noto Coldiretti, ricordando che sono trascorsi i tre giorni necessari dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea del regolamento che innalza da 24 a 30 mesi l'età dei bovini, per i quali è consentita la commercializzazione di carne con la colonna vertebrale.

"Con le misure di sicurezza che hanno portato alla drastica riduzione dei casi di Bse in Italia ed in Europa sono venuti meno tutti i limiti al ritorno in tavola del pregiato taglio", ricorda Coldiretti. "Finisce un'epoca di 'proibizionismo alimentare'".

A fronte dell'emergenza mucca pazza (Bse) il Consiglio dei ministri agricoli della Ue il 29 gennaio 2001 decise l'eliminazione della colonna vertebrale dai bovini di età superiore a 12 mesi.

La normativa -- ricorda Coldiretti -- era stata rivista nel gennaio 2006, a seguito della decisione del Comitato permanente per la catena alimentare di innalzare l'età dei bovini da 12 a 24 mesi, per consentire l'utilizzo della carne con colonna vertebrale.

"Il ritorno della fiorentina 'matura' è un riconoscimento per gli allevatori che hanno investito sul fronte della qualità, della tracciabilità e della genuinità e della sicurezza dei prodotti", aggiunge l'associazione dei coltivatori diretti, citando una drastica riduzione del fenomeno Bse: dai 50 casi individuati nel 2001 al paio di casi del 2007 su circa 450.000 test effettuati sugli animali.

Dal 1° gennaio 2002 è entrato in vigore anche un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l'origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d'identità del bestiame.

Inoltre, come effetto delle misure adottate, gli allevatori italiani hanno aumentato nelle stalle gli esemplari di razze autoctone.

Oggi l'Italia può contare su circa 120.000 animali riconducibili alle cinque storiche razze italiane, dice ancora Coldiretti, con un aumento di oltre il 20% rispetto a prima della crisi mucca pazza scoppiata nel 2001.

L'associazione, citando dati Ismea-Ac Nielsen, auspica anche una ripresa dei consumi di carne bovina, in calo nel 2007 del 3,1% rispetto al 2006.

 
<p>Una grigliata all'aperto a Cortona. REUTERS/Marco Bucco</p>