July 5, 2008 / 2:29 PM / 9 years ago

Esami cardiologici salverebbero molti atleti, rivela studio

3 IN. DI LETTURA

<p>Immagine d'archivio di un paziente sottoposto a un elettrocardiogramma.Kim Kyung-Hoon (JAPAN)</p>

di Michael Kahn

LONDRA (Reuters) - Controlli obbligatori del cuore per tutti gli atleti potrebbero individuare problemi potenzialmente fatali e salvare delle vite.

E' quanto emerge da una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori italiani.

Il ricorso all'elettrocardiogramma è una materia controversa, ma i risultati del lavoro pubblicato sul British Medical Journal mostrano che esami generali e l'analisi della storia familiare non bastano.

"Tra le persone che desiderano praticare sport a livello agonistico, i test da sforzo possono identificare eventuali irregolarità cardiache", hanno detto Francesco Sofi e i colleghi dell'Istituto di medicina dello Sport presso l'Università di Firenze.

L'Italia è l'unico paese dove questi test sono obbligatori.

Lo scorso anno, il calciatore del Siviglia Antonio Puerta morì tre giorni dopo aver perso i sensi durante una partita di Primera Liga, mentre Marc-Vivien Foe del Camerun morì durante un match della Coppa delle Confederazioni nel 2003.

Il rischio tuttavia non riguarda solo gli atleti più affermati. Secondo le ricerche, nei soli Stati Uniti ogni tre giorni muore un atleta giovane muore per un problema cardiaco non diagnosticato.

Sofi e i suoi colleghi hanno analizzato i dati provenienti da oltre 30.000 esami durante un periodo di cinque anni dal 2002 al 2006.

Lo studio ha rivelato varie irregolarità cardiache in 1.459 casi durante l'elettrocardiograma da sforzo, mentre 348 persone mostravano risultati anormali durante il test a riposo. Di questi, 159 erano in condizioni sufficientemente serie da impedire loro di gareggiare.

Tuttavia, solo sei di questi atleti sarebbero stati identificati in base alla storia familiare o a controlli fisici, ha detto Sofi al telefono.

I risultati supportano le tesi secondo cui i test, che costano circa 40 euro, dovrebbero essere obbligatori in utti i paesi. Ma non tutti sono d'accordo. L'American Heart Association nel 2007 ha ribadito la propria raccomandazione contro l'uso universale degli elettrocardiogrammi, citando costi, bassa incidenza di casi e un alto numero di falsi positivi.

La società europea di cardiologia, il Comitato olimpico inernazionale e altre federazioni sportive appoggiano gli esami sulla base che alcuni studi li hanno trovati efficaci.

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