8 settembre 2008 / 08:01 / tra 9 anni

Calcio, stadi italiani tra gli ultimi in Europa, dice StageUp

<p>Il gol del milanista Massimo Ambrosini al portiere del Bologna Francesco Antonioli il 31 agosto scorso, allo stadio di San Siro. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

di Antonella Ciancio

MILANO (Reuters) - Gli stadi italiani della serie A sono fra i più vecchi e meno frequentati d‘Europa.

E’ quanto emerge dall‘analisi della società di consulenza StageUp Sport & Leisure Business, che ha messo a confronto gli stadi a disposizione dei cinque principali campionati europei.

Le 20 società della Serie A italiana giocano in 16 stadi che hanno un‘età media di 67 anni, mentre le altre quattro “big” europee hanno a disposizione un maggior numero di stadi, più frequentati e in migliori condizioni.

L‘urgenza di risolvere il ritardo italiano nel business degli stadi -- che prevede investimenti pari a 6 miliardi di euro entro il 2015 per la realizzazione di nuovi impianti di cui 4 miliardi solo per gli stadi -- è da molto tempo sotto la lente di club, Coni e governo.

“I dati - ha detto in una nota Giovanni Palazzi, presidente e ad di StageUp - sottolineano nuovamente la necessità, non solo per il calcio, ma per tutto il Sistema Italia dell‘avvio della costruzione di nuovi stadi multifunzionali di 3a generazione, attraverso interventi di project financing, e soprattutto delle necessarie professionalità di progettazione, pianificazione e gestione di essi”.

Il problema potrebbe farsi più stringente a fine settembre, quando l‘Uefa si riunirà per decidere se continuare ad affidare a Polonia e Ucraina l‘organizzazione degli Europei 2012, riaprendo, in caso di una bocciatura, le porte a una candidatura italiana.

Dallo studio di StageUp emerge che, diversamente dall‘Italia, i 18 impianti della Bundesliga tedesca e i 20 della Liga spagnola hanno 46 anni di età e sono più frequentati.

IL CASO PREMIER LEAGUE

Gli impianti della ricca Premie League inglese, pur con una media di 72 anni, sono stati profondamente rinnovati negli ultimi vent‘anni, o costruiti ex novo. Punto di riferimento in Europa sono l‘Emirates Stadium di Londra, il nuovo stadio dell‘Arsenal inaugurato nel 2006, il City of Manchester Stadium venuto alla luce nell‘agosto del 2003 e l‘Old Trafford, di proprietà del Manchester United, ristrutturato nel 2005.

Se negli altri paesi europei si stima che gli impianti sportivi di proprietà siano circa l‘80%, in Italia la situazione è al contrario: nonostante numerosi progetti al vaglio, l‘unico stadio di proprietà privata è quello di Reggio Emilia.

Non va meglio sul fronte del pubblico negli stadi italiani. Con un tasso di riempimento medio di appena il 53%, dato dal rapporto fra il numero di spettatori medio della stagione 2007/2008 e la capienza media degli impianti, gli stadi della Serie A sono i meno frequentati d‘Europa.

Secondo lo studio di StageUp, tutti gli altri maggiori campionati di calcio hanno un tasso di riempimento oltre i tre quarti della loro capienza, con la Premier League al 92%, seguita dalla Bundesliga con l‘84% e dalla Ligue 1 francese con l‘80%. La Liga spagnola si ferma poco più sotto con un pur ottimo 76%.

Il tema dell‘impiantistica per lo sport ritornerà al centro di una tavola rotonda giovedì 11 settembre presso la sala dei Cavalieri dell‘Università degli Studi di Parma, alla quale parteciperanno, tra gli altri, il presidente del Parma Tommaso Ghirardi e l‘Ad della Sampdoria Giuseppe Marotta.

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