Aborto, "giù le mani" dalla 194: sit-in a Napoli,tensione a Roma

giovedì 14 febbraio 2008 21:56
 

NAPOLI/ROMA (Reuters) - Un gruppo di circa 200 tra donne e uomini si è radunato oggi pomeriggio in un sit-in a Napoli per difendere la legge 194 sull'aborto, dopo che in un ospedale della città la polizia ha sequestrato un feto dopo un'interruzione di gravidanza.

Momenti di tensioni ci sono stati a Roma, quando un gruppo di donne militanti, che aveva incontrato e ricevuto la solidarietà del ministro della Salute Livia Turco, ha cercato di entrare in corteo nel centro storico, ma è stato bloccato dalla polizia.

L'Unione donne d'Italia (Udi) ha organizzato manifestazioni in diverse città italiane, rilanciando la discussione sull'aborto a due mesi dalle elezioni politiche.

"Giù le mani dal corpo delle donne", hanno scandito delle manifestanti riunite in piazza Vanvitelli a Napoli, mentre altri mostravano cartelli con su scritto "giù le mani dalla 194" e "libere di scegliere sempre". In giro bandiere della Sinistra arcobaleno e di Emma Bonino.

Una donna della "Rete delle donne" di Bologna ha mostrato un cartello con la scritta "Non ci avete bruciate tutte" e una immagine di una strega al rogo, rievocando le contestazioni femminili degli anni 70.

A Roma decine di donne si sono sedute in Largo Argentina, dopo che la polizia in tenuta antisommossa ha impedito loro di proseguire in corteo per il centro storico.

Il clima si è in parte allentato grazie anche all'intervento del senatore Massimo Brutti, delle senatrici Franca Rame ed Elettra Deiana e di Imma Battaglia, presidentessa di Gay Project. Le centinaia di manifestanti hanno scandito slogan quali: "Guai a chi ci tocca ci difenderemo con la lotta" e mostrando cartelli che si riferiscono alla vicenda che ha visto coinvolta la giovane napoletana, con la scritta "Silvana siamo tutte con te". Ad aprire il corteo uno striscione sul quale c'era scritto "Per ogni donna stuprata siamo tutte parte lesa".

Lunedì scorso una donna di 39 anni è stata interrogata dalla polizia, che ha anche sequestrato il feto morto, poco dopo essere stata sottoposta in ospedale a un aborto alla 21esima settimana di gravidanza, motivato dalle anomalie del feto rilevate da una serie di esami.

La polizia era stata avvertita da una telefonata anonima secondo cui l'aborto sarebbe avvenuto oltre i limiti di tempo previsti dalla legge 194, che consente l'aborto terapeutico entro la 24esima settimana di gravidanza se la vita della madre è a rischio o se il feto mostra gravi malformazioni.   Continua...