Inondazioni: a rischio 150 milioni persone entro 2070, dice Ocse

martedì 4 dicembre 2007 12:09
 

di Simon Challis

LONDRA (Reuters) - Fino a 150 milioni di abitanti delle grandi città costiere nel mondo sono a rischio per le inondazioni previste entro il 2070, più del triplo del numero attuale, secondo un rapporto diffuso oggi.

Il cambiamento climatico, l'aumento della popolazione e lo sviluppo urbanistico faranno aumentare il numero delle persone a rischio dagli attuali 40 milioni, mentre la stima dei danni complessivi per proprietà e infrastrutture salirà a 35.000 miliardi di dollari - il 9% del Pil globale previsto.

Il rapporto diffuso dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), elaborato dalla società Risk Management Solutions e da eminenti scienziati, è la prima parte di uno studio più vasto sull'esposizione delle città costiere alle inondazioni.

Lo studio analizza la vulnerabilità attuale e futura di 130 città portuali a una inondazione di forte intensità, come potrebbe avvenire una volta in 100 anni.

Miami in Florida rimarrà la città con la più alta esposizione, con beni a rischio per 400 miliardi di dollari, un valore che potrebbe salire a oltre 3.500 miliardi di dollari entro il 2070.

Ma a fronte del rapido sviluppo economico in Asia, Guangzhou in Cina sarà la seconda città più esposta del mondo in termini di beni e infrastrutture nel 2070, seguita da New York, Kolkata (ex Calcutta), Shanghai, Mumbai (ex Bombay), Tianjin, Tokyo, Hong Kong e Bangkok, si legge nel rapporto.

La crescita della popolazione e lo sviluppo urbanistico nelle città costiere aumenteranno l'esposizione di beni e persone. A ciò si uniscono gli effetti del riscaldamento globale che, secondo gli scienziati, faranno aumentare i livelli del mare e causeranno più frequenti tempeste e disastri naturali.

"Questo rapporto solleva valutazioni cruciali sulla politica da seguire, e mette in luce l'urgenza di una mitigazione del cambiamento climatico e di strategie di prevenzione del rischio a livello urbano", ha detto Jan Corfee-Morlot, consulente Ocse sul cambiamento climatico.

Progetti per proteggere le città dalle alluvioni, come la barriera sul Tamigi per proteggere il centro di Londra, richiederanno fino a 30 anni, si legge nello studio.

Leader politici da tutto il mondo si incontrano questa settimana a Bali per cercare di delineare un accordo successivo al protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di biossido di carbonio ritenute determinanti per il riscaldamento globale.

 
<p>Civili tratti in salvo dopo una tempesta tropicale a Puero Rico. REUTERS/Ana Martinez AM/GN</p>