Vino:Gdf Udine sequestra bottiglie Igt con falsa classificazione

sabato 2 agosto 2008 10:33
 

MILANO (Reuters) - I militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 48.000 litri di vino di origine incerta e oltre 500 bottiglie "Igt" con classificazione inesistente presso un agriturismo in provincia di Udine, il cui proprietario è stato anche denunciato per evasione fiscale.

Lo si legge in una nota del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Udine.

L'indagine era partita lo scorso anno da semplici controlli sull'emissione di scontrini e ricevute fiscali per poi portare all'accertamento di un'evasione ai fini Irpef in più di 820.000 euro , ai fini Iva in quasi 140.000 euro di imposta e in più di 930.000 euro di base imponibile Irap.

Dai controlli nella cantina del proprietario dell'agriturismo, che aveva partecipato con i suoi vini "doc" e "igt" anche a importanti manifestazioni in Italia e operava sul mercato online, sono emerse irregolarità nella istituzione e nella tenuta della documentazione obbligatoria ai fini della produzione e commercializzazione del prodotto.

L'"organizzazione comune di mercato del vino" è infatti disciplinata da una rigida normativa comunitaria recepita dall'Italia con la legge n. 82 del 2006, che prevede l'istituzione di appositi registri, documenti ed una serie di adempimenti per i produttori vitivinicoli per tutelare la salute dei consumatori e contrastare episodi di concorrenza sleale, frodi e sofisticazioni.

Le Fiamme Gialle hanno accertato che non vi era certezza sull'origine del vino tenuto in cantina, e hanno sequestrato più di 48.000 litri di vino.

Sotto sequestro anche circa 500 bottiglie già pronte per la messa in vendita, la cui etichetta, che riportava la denominazione "Igt" aveva una classificazione inesistente e inventata, ma confondibile con un'altra esistente e regolarmente sul mercato. In questo caso gli inquirenti ipotizzano il reato di frode in commercio.

L'imprenditore è stato, inoltre, denunciato per l'emissione di fatture false e sanzionato per l'utilizzo di lavoratori "in nero".

 
<p>Immagine d'archivio di una cantina. REUTERS/Manuel Silvestri (ITALY)</p>