April 2, 2008 / 6:18 AM / 9 years ago

Olimpiadi: Ferrari, una ginnasta d'acciaio verso Pechino

6 IN. DI LETTURA

<p>La ginnasta Vanessa Ferrari durante gli allenamenti nella sua palestra Brixia-Iveco a Brescia.Stefano Rellandini</p>

di Antonella Ciancio

BRESCIA (Reuters) - Vanessa Ferrari ammira la Formula Uno, ha un debole per il rosso e quando deve andare al massimo il suo allenatore le dice: "metti la freccia".

Come la leggendaria auto dal "cavallino rampante", questa ginnasta 17enne -- che ai mondiali del 2006 in Danimarca ha vinto l'oro nel concorso generale scrivendo una pagina storica nella ginnastica artistica femminile italiana -- ha la stoffa dei campioni.

Giocare sul suo nome non le crea disagio: "La Ferrari è una macchina bellissima, e famosa. Lo trovo molto bello".

Faro della squadra femminile di ginnastica ai prossimi Giochi di agosto, le sue prime Olimpiadi, Vanessa Ferrari ha esordito in palestra a sette anni, spostandosi a Brescia dalla vicina Orzinuovi.

"Ho iniziato quando ero piccola, a sette anni. All'inizio era più come un gioco", dice la ginnasta a Reuters, intervistata nella sua palestra a Brescia, al termine di un esercizio mozzafiato alle parallele asimmetriche.

Mettendo alla prova muscoli e tendini sugli attrezzi per più di 30 ore alla settimana, Ferrari sa quanto il gioco sia serio. Diversamente dalle ragazzine delle sua età, non ha tempo per andare in giro con gli amici.

"Mi piace uscire certe volte anche se non ho comunque tempo. Faccio due allenamenti al giorno poi la sera vado a scuola e torno a casa", racconta Ferrari, che frequenta la quarta superiore.

E l'amore? "No, non ancora", dice Vanessa con un fil di voce e un lampo di timidezza negli occhi scuri.

"Adesso c'è la ginnastica. E' un momento molto importante per me. Sto cercando di concentrarmi sulla palestra".

"Sono molto emozionata -- dice delle prossime Olimpiadi, mentre se ne sta seduta a piedi scalzi -- adesso mi sto preparando al meglio ma non ci sto ancora pensando. Penso a una gara alla volta".

Macchine Potenti

Nonostante le recenti medaglie, l'Italia non vanta una lunga storia di successi nella ginnastica artistica femminile, un doppio motivo di soddisfazione per Enrico Casella, allenatore di Vanessa e della nazionale.

"La prima vera medaglia importante è stato il bronzo di squadra agli Europei di Patrasso nel 2002. Poi c'è stata la medaglia d'oro di squadra nei Campionati Europei a Volos, in Grecia, nel 2006", spiega Casella. Pochi mesi dopo l'oro di Vanessa ai Mondiali di Aarhus, in Danimarca.

Un anno dopo, già forte del titolo mondiale vinto in Danimarca, Ferrari ha confermato il suo talento agli Europei individuali di Amsterdam, vincendo l'oro nel concorso generale e al corpo libero. Oro anche per la sua compagna di squadra Carlotta Giovannini al volteggio.

Ex giocatore di rugby e ingegnere nucleare, Casella ha, oltre alle sue atlete, una carta vincente fatta di grafici e tabelle personalizzate per ogni atleta su ogni attrezzo, aggiornate senza sosta al computer.

"Le nostre atlete sono diverse le une dalle altre. Abbiamo anche meno ginnaste rispetto agli altri Paesi", spiega il coach, digitando sulla tastiera del suo laptop.

"Io devo dare il massimo con queste macchine-atlete".

Come ogni sport, la ginnastica ha i suoi alti e bassi. Nel 2007, ai mondiali di Stoccarda, Ferrari ha consegnato lo scettro alla campionessa americana Shawn Johnson, dovendosi accontentare del bronzo nel concorso generale.

Esami medici hanno mostrato solo in un secondo momento che l'infiammazione di cui soffriva al piede sinistro era causata da una microfrattura.

"Il piede, dalle ultime risonanze che ho fatto, è risultato interamente guarito. Ogni tanto sento un po' male perché a lavorarci sopra si è formato un po' di liquido dentro. Però riesco a sopportare".

La Cannibale

La capacità di resistere alla fatica è uno dei punti di forza di Ferrari, spiega Casella, mentre osserva serio la performance della ginnasta sulla trave. I fan la chiamano "la cannibale", per la sua determinazione, un soprannome insolito per una ragazza di 33 chili.

Ferrari è cresciuta alla palestra Brixia, nome in Latino per Brescia, la città dove si allena.

Fondata vent'anni fa, la palestra è stata ospitata fino allo scorso anno in una ex piscina, quando le medaglie hanno finalmente attirato gli sponsor e il team si è spostato in una nuova struttura che ospiterà anche le altre nazionali.

Nella nuova palestra, Monica Bergamelli, 24 anni, si allena per le sue terze Olimpiadi. Poco distante la 16enne Paola Galante, che è anche la migliore amica di Vanessa, salta come un elastico al volteggio. Le tre ginnaste saranno da domani agli Europei di Clermont Ferrand, in Francia, con la speranza di confermare il titolo continentale del 2006.

"Non siete canne al vento", grida Casella davanti a una esitazione di Galante, citando il celebre romanzo della esile e potente Grazia Deledda.

La sera, Vanessa e le sue compagne di squadra tornano a casa in famiglia.

"La ginnastica è uno sport esigente e loro vivono un'età così delicata. Alcune atlete non ce la fanno ad andare avanti a questo ritmo e lasciano", spiega Michela Francia, allenatrice e coreografa della Brixia.

Ma Ferrari, che ha nella sua famiglia i fan più tenaci, è felice della scelta che ha fatto: "Faccio un sacco di sacrifici ma poi ti ripagano".

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below