Olimpiadi: la boxe italiana si scalda i muscoli a Marcianise

mercoledì 13 febbraio 2008 09:10
 

di Antonella Ciancio

MARCIANISE, Caserta (Reuters) - Un bimbo di tre anni prende a pugni un sacco con due guantoni in pelle. Poco distante, suo padre allena un gruppo di aspiranti campioni. In strada, ad una fermata di autobus deserta, un manifesto recita: "Marcianise, terra di pugili".

Questa città di 40.000 abitanti a nord di Napoli -- il cui paesaggio un tempo soltanto agricolo è ora solcato da cumuli di rifiuti e fabbriche -- ha una ragione in più per essere orgogliosa della sua tradizione pugilistica.

Metà del team italiano qualificato finora per le Olimpiadi di Pechino è nato in "terra di lavoro", come è chiamato il territorio casertano, dove l'emergenza rifiuti e i delitti di camorra dominano le prime pagine dei giornali locali.

"Il giovane marcianisano è portato alla lotta, noi prendiamo questa voglia innata e la convogliamo nello sport. E li trasformiamo in campioni", dice soddisfatto il maestro Domenico Brillantino, che da trent'anni guida con piglio da ex militare dell'Aeronautica la "Excelsior boxe", una delle tre palestre di Marcianise che hanno donato al pugilato generazioni di campioni, soprattutto nelle arene olimpiche.

Una storia di sacrifici e abnegazione, lontana dai ring luccicanti visti in televisione: chi cerca la Excelsior la trova in una scuola elementare, dove è ospitata gratuitamente. All'esterno nessuna insegna. Solo un volantino di carta accanto alla porta indica che lì si può diventare qualcuno, o semplicemente un uomo.

"Quando vedo la mia foto sulla rivista di un giornale vedo tutti i miei sacrifici", racconta a Reuters Clemente Russo, campione mondiale di pesi massimi ai campionati di Chicago nel novembre scorso e immagine del pugilato agonistico italiano nel mondo.

"Ho cominciato a 10 anni e a 14 anni ho iniziato a combattere, ma andavo a scuola. Mi alzavo alle 6 di mattina col freddo, col buio, sotto la pioggia", racconta Russo durante un allenamento fuori Roma, presso la palestra delle Fiamme Oro, il corpo sportivo della polizia cui appartengono i quattro pugili che finora hanno in tasca il biglietto per i Giochi di Pechino.

"In quella foto vedi 15 anni di sacrifici e il messaggio che vuoi trasmettere a tanti ragazzini è che se ci metti tanti sacrifici si arriva a quello che si cerca", racconta Russo, capelli corti, viso pulito, un tatuaggio sotto la maglietta e lo sguardo di chi sa cosa vuole.   Continua...

 
<p>Il pugile Clemente Russo si allena in palestra. To match feature OLYMPICS/BOXING-ITALY REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>