Lady D, inchiesta sulla morte alla stretta finale

domenica 30 marzo 2008 13:17
 

LONDRA (Reuters) - Dopo sei mesi e oltre 250 testimoni, l'inchiesta sulla morte della principessa Diana volge al termine.

Il giudice incaricato delle indagini presenterà domani le sue conclusioni alla giuria, che dovrà a sua volta ritirarsi in camera di consiglio mercoledì per stabilire se si trattò di un incidente o se invece fu la conseguenza di un complotto.

Poche zone della vita privata della "principessa del popolo" sono state lasciate in ombra.

Furono i servizi segreti a uccidere Diana agli ordini della famiglia reale britannica? Era incinta? Aveva intenzione di sposarsi? Aveva una cimice nel cellulare?

Per alcuni, l'inchiesta è stata una inutile soap opera costata 10 milioni di sterline. Per altri è l'occasione di mettere la parola fine a una tragedia.

Mohamed al-Fayed, che ha perso il figlio Dodi accanto a Diana nell'incidente d'auto sotto il tunnel dell'Alma a Parigi nell'agosto 1997, ha puntato il dito contro il principe Filippo, marito della regina Elisabetta, accusandolo di essere "nazista" e "razzista".

"Fu una mattanza, non un omicidio", ha detto al-Fayed durante un'udienza, convinto che Diana e Dodi avessero intenzione di annunciare il loro fidanzamento.

Ma secondo una confidente di Diana, Annabel Goldsmith, la principessa, che aveva divorziato dal principe Carlo, non aveva intenzione di sposarsi.

Al-Fayed ha combattuto una lunga battaglia legale per ottenere che il caso finisse davanti a un giudice e a una giuria. Secondo la legge britannica, serve un'inchiesta per accertare la causa della morte quando questa avviene in modo innaturale.

Rinviata per un decennio in attesa di un procedimento legale in Francia, c'è voluta un'inchiesta della polizia britannica prima che l'indagine potesse avere inizio.

Per la polizia si è trattato di un tragico incidente, perché l'autista Henri Paul era ubriaco e correva troppo.

 
<p>Una cartolina della principessa Diana, in vendita a Londra. REUTERS/Toby Melville</p>