Eredità Agnelli, sollevata questione competenza

giovedì 10 gennaio 2008 16:23
 

TORINO (Reuters) - Il giudice del tribunale civile di Torino, Brunella Rosso, si è riservata di decidere sulla questione di competenza territoriale sollevata dalle persone citate in giudizio da Margherita De Pahlen nella causa che si aperta oggi sull'eredità del padre Gianni Agnelli, scomparso il il 24 gennaio 2003.

Lo ha riferito uno dei legali di Marella Caracciolo, madre di Margherita, al termine dell'udienza che si è svolta a porte chiuse alla presenza degli avvocati delle parti.

"Il giudice si è riservato di decidere su due ricorsi da parte dei legali dei convenuti sul regolamento di giurisdizione presentati in Cassazione", ha spiegato l'avvocato Paolo Montalenti ai numerosi giornalisti che hanno affollato il corridoio del tribunale civile.

La tesi dei convenuti, oggetto anche di un ricorso da questi presentato in Corte di Cassazione, è che il tribunale di Torino non sia competente perché due delle persone citate in giudizio da Margherita - la madre Marella Caracciolo e il commercialista svizzero e consulente dell'Avvocato per gli investimenti all'estero Siegfried Maron - sono residenti in Svizzera.

Il giudice deciderà nei prossimi giorni se procedere con la causa o sospendere il procedimento per tutti o alcuni dei convenuti. La decisione sarà comunicata alle parti con un'ordinanza.

Margherita Agnelli de Pahlen, dal cognome del suo secondo marito, chiede alla magistratura di ottenere l'esatto rendiconto dei beni personali del padre e per questo ha citato in causa i fedelissimi dell'Avvocato: il legale di famiglia Franzo Grande Stevens e il presidente dell'Ifil, Gianluigi Gabetti, il commercialista svizzero e consulente dell'Avvocato per gli investimenti all'estero Maron e, "per motivi procedurali" come ha assicurato il legale, la madre Marella.

La vicenda riguarda beni che potrebbero non essere stati inclusi nell'accordo sull'eredità firmato con la madre Marella un anno dopo la morte dell'Avvocato e lambisce il potere nella stessa Fiat, dove il primogenito di Margherita, John Elkann, è vicepresidente, delfino della famiglia come aveva voluto il nonno Gianni.

Dopo aver accettato di firmare l'intesa nel 2004 "per la pace familiare", la cinquantenne erede della dinastia ha raccontato di aver nutrito dubbi che altro ci fosse che non veniva spiegato - soprattutto relativo a società estere - e di aver quindi intrapreso le vie legali dopo aver chiesto per "cinque anni" di conoscere i dettagli del patrimonio paterno.

Margherita in una intervista a Reuters martedì scorso ha detto di volere "chiarezza" ma anche di essere "speranzosa di trovare un dialogo" con la famiglia.

Marella e il primogenito John, detto Yaki, partecipano oggi alla inaugurazione al Vittoriano della mostra "Il secolo dell'Avvocato", alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

 
<p>Margherita Agnelli ai funerali del padre Gianni, nel gennaio 2003.REUTERS/Carlo Fabbri</p>