Il mondo va verso "L'era post-americana", dice Zakaria

giovedì 18 settembre 2008 15:28
 

MILANO (Reuters) - I primati americani? Ormai sono cose del passato. L'edificio più alto del mondo è a Taipei e presto sarà a Dubai, la raffineria più grande è in India, l'industria del cinema più grossa non è più a Hollywood ma in India, Bollywood. Persino il più grande casinò non è più a Las Vegas ma a Macao.

Mentre gli Usa hanno perso il primato anche nel loro sport preferito, lo shopping. E il Mall of America del Minnesota, un tempo centro commerciale numero uno al mondo, oggi non figura nemmeno fra i primi dieci.

Afflitti da tracolli finanziari e benzina alle stelle, gli americani percepiscono che si sta profilando un mondo diverso, in cui il loro Paese non primeggerà più come in passato, dice Fareed Zakaria, americano di origine indiana, direttore dell'edizione internazionale di Newsweek, nel suo "L'era post-americana" (Rizzoli), in questi giorni in libreria a pochi mesi dall'uscita negli Usa.

Più che una decadenza degli Stati Uniti, è stata una congiuntura positiva a propiziare nuovi equilibri con la crescita esplosiva di nuove potenze economiche, come Cina, India e Russia, dice il giornalista. In un mondo che paradossalmente non è mai stato meno violento e agitato da sconvolgimenti. Anche se la percezione dell'opinione pubblica è opposta. Semplicemente, osserva Zakaria, perché il progresso dei media ci porta rapidamente in casa notizie di disastri da ogni parte del mondo. Mentre nei decenni scorsi tragedie immani come quella dell'Indocina, del Congo o del Ruanda hanno avuto un risalto molto inferiore. E anche la violenza della criminalità metropolitana, cifre alla mano, dice il giornalista, non è affatto in aumento.

L'ingresso sulla ribalta di nuove potenze mondiali in vertiginosa crescita sta ridimensionando il ruolo degli Usa, rileva Zakaria. Convinto però che gli Stati Uniti abbiano concreti motivi per guardare al proprio futuro con ottimismo.

A suo giudizio, per quattro buone ragioni.

1) Gli Usa sono un Paese straordinariamente duttile, capace di trasformare le difficoltà in opportunità, adattandosi a scenari nuovi.

2) Il cuore dei nuovi settori strategici hi-tech del futuro, nanotecnologie e biotecnologie, è fortemente concentrato negli Stati Uniti, che in questo campo non temono concorrenza.

3) Il settore che meglio funziona negli Usa e non ha rivali al mondo è quello dell'istruzione: Università capaci di attirare talenti da tutto il mondo e di sfornarne altrettanti. Una base fondamentale per costruire il futuro.

4) Gli Usa non sono un Paese vecchio. E mentre l'Europa tra cinque o dieci anni come età media potrà assomigliare alla Florida, dove si concentrano una parte degli anziani di America, il Paese sa rafforzarsi con robusti innesti di forze giovani e nuove, grazie all'immigrazione.

Quattro motivi di speranza per gli Stati Uniti che visti con occhi europei sembrano altrettanti motivi di ulteriore preoccupazione per il Vecchio Continente, forse in particolare per l'Italia.