Veline, la tv mette a nudo l'ossessione per le showgirl

mercoledì 27 agosto 2008 17:52
 

di Deepa Babington

ROMA (Reuters) - Quando si parla di satira politica, agli italiani piace piccante, con donne formose in minigonna e top ridotti al minimo, mentre la telecamera zooma su scollature e gambe lunghe.

Al punto che le audizioni per scegliere le due "veline", vallette che devono rendere più pepata "Striscia la Notizia", trasmissione di punta di Canale 5, sono diventate di per sé un evento tv lungo tutta l'estate, trasmesso in prima serata come spettacolo per famiglie, con ottimi ascolti.

Più di 5.000 italiane si sono iscritte per concorrere alle due posizioni, una riservata a una bionda, l'altra ad una mora, con selezioni che si svolgono in piazze di tutto il Paese tra gli incoraggiamenti di parenti e spettatori.

Premio: un contratto per passare l'anno prossimo a ballare in abiti succinti saltellando sulle scrivanie di due conduttori maschi che presentano "Striscia", programma di satira di Canale 5, rete dell'impero mediatico Mediaset che fa capo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

A parte l'immagine che dà delle donne, secondo i critici il format è più preoccupante per quel che dice della tv italiana. Gli autori del programma sostengono di far satira sul giornalismo televisivo, ed alcuni difendono queste figure di showgirl rispetto a programmi violenti.

In altri Paesi, questo format è stato beffeggiato come fuori moda o contestato da movimenti per i diritti civili delle donne. Mentre nell'Italia di radici cattoliche, "Striscia La Notizia" sforna veline da due decenni.

Le loro mossette seduttive si alternano a servizi di denuncia che scoprono magagne e fregature, mettendo alla berlina politici di destra e di sinistra e celebrità.

Spettacolo di successo di prima serata, "Striscia" deve molto del suo successo alle piccanti "veline", che prendono il nome dai fogli di carta velina con i quali il regime fascista impartiva le proprie direttive alla stampa.   Continua...

 
<p>Un momento del programma "Veline". REUTERS/Daniele La Monaca</p>