Venezia, sotto i riflettori Celentano e film su morti bianche

giovedì 4 settembre 2008 16:47
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Adriano Celentano ancora una volta mattatore, stavolta a Venezia, che oggi rende omaggio a quello che è considerato il suo capolavoro sullo schermo, metafora visionaria girata in buona parte in riva alla laguna: Yuppi Du (1975), in versione restaurata, fuori concorso alla 65a Mostra internazionale del Cinema.

"Un film che un po' rappresenta uno dei nostri obbiettivi, per la molteplicità dei valori espressivi del cinema che viene reinventato da chi lo ha praticato magari non a tempo pieno e vede il cinema con occhi nuovi", ha detto il direttore della Mostra Marco Muller dando il benvenuto a Celentano. E dando notizia del messaggio inviato al presidente della Biennale, Paolo Baratta, dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha elogiato la scelta di dedicare l'ultima giornata, quella di domani, a due film che trattano un tema particolarmente caro al presidente della Repubblica, quello delle morti sul lavoro.

"Desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per la sensibile scelta di dedicare... un momento di particolare attenzione al dramma delle morti sul lavoro, con le proiezioni speciali dei film 'La fabbrica dei tedeschi' di Mimmo Calopresti e 'ThyssenKrupp blues' di Pietro Balla e Monica Repetto, che faranno seguito alla presentazione dell'edizione restaurata di Yuppi Du", ha detto nel suo messaggio Napolitano.

"Anche gli ultimi casi di cronaca richiamano l'esigenza di diffondere sempre più largamente la conoscenza e la consapevolezza della gravità del fenomeno, al fine di affermare una solida cultura della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro", ha detto ancora il presidente Napolitano.

DEDICA A UN LAVORATORE CHE MORI' DURANTE LE RIPRESE

E Celentano non ha perso l'occasione per rilanciare il tema della sicurezza sul lavoro dedicando la sua opera restaurata alla memoria di un membro della troupe, Graziano Alonso, che morì per un incidente durante le riprese.

"Stavamo girando una scena nelle acque gelide del Ticino in marzo, su una zattera che per uno sbilanciamento si rovesciò. Finimmo tutti in acqua e per Graziano non ci fu niente da fare".

Tempestato di domande, Celentano ha risposto a modo suo, ricordando che Yuppy Du era "un grido di gioia verso donna o uomo. Ma anche un grido per la violenza sulle donne o la perdita di un amico, che faceva l'operaio e muore".   Continua...

 
<p>Adriano Celentano alla Mostra del cinema di Venezia. REUTERS/Max Rossi</p>