Venezia, Hathaway toccante nel dramma di famiglia di Demme

mercoledì 3 settembre 2008 15:41
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Chi la ricorda brillante e un po' acqua e sapone in "Il diavolo veste Prada" faticherà non poco a riconoscerla nei panni di tormentatissima protagonista, segnata da storie di droga e disturbi alimentari che tenta disperatamente di lasciarsi alle spalle.

Ma Anne Hathaway ha fatto ritorno in grande stile a Venezia, riportando alla ribalta il cinema Usa come interprete di notevole spessore in "Rachel Getting Married" di Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti, The Manchurian Candidate, The Agronomist), stasera in concorso alla 65a Mostra del Cinema di Venezia, proprio mentre i media rilevano una presenza sottotono del cinema americano in laguna, al quale corrisponde un calo di spettatori.

Dramma di famiglia non privo di pennellate umoristiche, quello raccontato in modo personale da Demme. Che con qualche debito di riconoscenza nei confronti degli affreschi corali di Robert Altman, ha fatto tesoro delle proprie esperienze da documentarista e musicofilo. Girando in parte con camera a mano e panoramiche a 360 gradi sulla scena di un matrimonio di buona famiglia sulla East Coast e dei suoi preparativi, quasi a montare i video casalinghi che gli stessi interpreti girano. E trasformando la colonna sonora in coprotagonista sulla scena, con musicisti che provano in continuazione, a volte sullo sfondo, altre proprio fuori dalla stanza dove si svolge il dramma.

Per partecipare al matrimonio della sorella Rachel, Kym ha bisogno di un permesso speciale. Lascia l'istituto dove sta tentando la riabilitazione per liberarsi dalla droga, torna a casa mentre fervono i preparativi delle nozze, portando con sè un carico di sofferenza e rimorsi, che spesso la inducono a dire e fare le cose più sbagliate. Poco dopo l'inizio, Kim schiude appena la porta di una cameretta da bambino. Vuota. Solo più tardi si capisce che è quello il peso che la opprime. La morte di un fratellino che le era stato affidato, morto in un incidente stradale che lei ha provocato a causa della droga. Lei è sopravvissuta, forse per espiare. Viene accolta e circondata dall'affetto dei suoi ma presto in quella vigilia di festa si trasforma in una mina vagante. Il padre è sin troppo premuroso e protettivo, la sorella le rinfaccia presto di rubarle ancora una volta l'attenzione di tutti, anche se quello è il "suo" matrimonio.

Malgrado questo, preparativi e festa andranno avanti in uno straordinario mosaico di personaggi di una società multirazziale. Non ci sono conflitti culturali, come gli stili musicali più disparati che si susseguono, in scena non vanno "bianchi anglosassoni" o "afroamericani" ma semplicemente esseri umani. Che i conflitti li hanno tutti nel cuore. Ciò nonostante, non smettono di lottare e cercare il proprio posto, vicino agli altri.

UNA FAMIGLIA CHE LOTTA PER RIUSCIRE A COMUNICARE

"Kym è una persona sincera, perchè è in difficoltà e mi è piaciuto moltissimo vestire i suoi panni. Non avevo mai interpretato un personaggio del genere, così complesso e straordinario", ha detto a Venezia la Hathaway. Mentre Demme, insistendo sul fatto che il dramma di famiglia che ha voluto raccontare riguardi gli individui e non i gruppi etici, ha svelato che solo per un caso nella scelta del casting, lo sposo e la sua famiglia sono afroamericani.

Quanto alla musica onnipresente, si è rivelata una scelta vincente, dice.   Continua...

 
<p>L'attrice americana Anne Hathaway assieme al regista Jonathan Demme alla mostra del cinema di Venezia dove presentano il film "Rachel Getting Married". REUTERS/Denis Balibouse</p>