5 febbraio 2008 / 08:59 / 10 anni fa

TESTO INTEGRALE - Italia, Pmi servizi gennaio

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Ancora calo delle attività visto che i nuovi ordini diminuiscono a tasso accelerato. Aspettative ai minimi mai osservati dall‘ottobre del 2001.

Il settore dei servizi in Italia ha iniziato male il 2008 con un‘altra contrazione delle attività nel mese di gennaio e a un tasso più rapido rispetto alla fine del 2007 a causa di un‘altra flessione delle vendite dovuta alla debole domanda e a un mercato stagnante. In più, l‘accelerazione dell‘inflazione dei costi di gestione, raggiungendo il valore record di questa indagine, ha portato la fiducia di questo settore ai livelli minimi in oltre dieci anni di raccolta dati.

Nonostante il trend negativo delle attività, delle vendite, dei costi e delle aspettative c’è stato un ritorno di crescita dei livelli occupazionali, dopo il calo marginale di dicembre. Il BusinessActivity Index NTC/ADACI destagionalizzato si è attestato, a gennaio, al di sotto del valore che indica nessun cambiamento di 50.0 evidenziando il secondo mese consecutivo di contrazione delle attività. In più l‘indice è sceso al livello più basso dal maggio del 2005 registrando 47.9 da 49.7.

La pressione negativa sulle attività all‘inizio del 2008 ha portato ad un‘altra contrazione delle nuove commesse, anche se più debole di quella registrata a dicembre (la più alta in trenta mesi). Ciononostante rimangono tracce di una domanda di mercato debole che ha condizionato negativamente le vendite nel mese di gennaio.

La recente flessione dei nuovi ordini nel mese di gennaio ha continuato ad avere effetti negativi sulle aspettative delle aziende. Nonostante quasi il 40% degli intervistati prevede un incremento delle attività nei prossimi dodici mesi (grazie ai piani di lancio di nuovi prodotti e alle speranze di un miglioramento delle attività commerciali), circa il 12% si aspetta invece un calo. Il risultato netto è stato il livello più basso di fiducia nel settore in tutta la storia di questa indagine. Le difficili condizioni di mercato, la pressione concorrenziale e il calo delle vendite hanno tutte influenzato negativamente la fiducia durante il mese.

Un altro fattore che ha colpito la fiducia durante il mese di gennaio è stata l‘impennata dei costi di gestione nel settore. Guidati dal caro petrolio, i prezzi dell‘energia e del carburante sono cresciuti portando in generale i costi di gestione ad un aumento che è risultato il più alto da quando si è iniziata la raccolta di questi dati nel gennaio del 1998. La rapida crescita dei costi gestionali ha costretto alcune aziende ad aumentare le tariffe applicate durante il mese di gennaio. In crescita rispetto al valore modesto di dicembre, il tasso d‘inflazione è rimasto alto anche se ancora ben al di sotto di quello registrato per i costi gestionali suggerendo, quindi, un‘altra forte contrazione dei margini operativi nell‘ultima indagine. I dati di gennaio hanno mostrato come la capacità produttiva tra le imprese dei servizi in Italia è risultata alquanto in linea con le attuali richieste di mercato. Nonostante le commesse inevase hanno continuato a diminuire (prolungando l‘attuale periodo di contrazione a sei mesi), il tasso di contrazione è stato solo marginale. In media le imprese del terziario in Italia a gennaio hanno aumentato il livello occupazionale nelle loro aziende. Anche se modesto, l‘aumento risulta essere un miglioramento rispetto alla contrazione marginale registrata nel mese di dicembre. Lo sviluppo di nuovi prodotti e l‘aumento della mole di lavoro sono state menzionate come cause di questa crescita. INDICE GENERALE

Il Business Activity Index destagionalizzato a gennaio è rimasto negativo per il secondo mese consecutivo fissandosi a 47.9 e indicando quindi una forte contrazione delle attività nel settore terziario agli inizi dell‘anno. In più quest‘ultimo valore è risultato il più basso registrato dal maggio del 2005. La debole domanda del mercato, unita alla diminuzione dei nuovi ordini sono alla base di questa flessione delle attività nell‘ultima indagine; tendenza questa che ha colpito tutti i settori dei servizi. In particolare il settore degli Hotel & Ristoranti e quello dei Trasporti e Magazzinaggi hanno registrato un trend particolarmente debole.

NUOVI ORDINI

A causa della stagnazione del mercato e del calo della domanda privata, a gennaio si è assistito alla terza contrazione consecutiva delle nuove commesse. L‘indice destagionalizzato dei Nuovi Ordini ha raggiunto 48.4 da 47.3 indicando solo un lieve calo, più debole di quello registrato a dicembre quando le nuove commesse si ridussero al ritmo più rapido in trenta mesi. Come si è visto per le attività, si è registrata una flessione dei nuovi ordini in tutti i reparti del terziario con particolare concentrazione nel settore degli Hotel & Ristoranti e in quello dei Trasporti e Magazzinaggi.

LAVORO INEVASO

A gennaio il livello delle commesse inevase si è ridotto per il sesto mese consecutivo grazie alla mancanza di nuovi ordini che ha permesso ad alcune aziende di concentrarsi sui contratti già esistenti. Ciononostante, a 49.3 l‘indice destagionalizzato delle Commesse Inevase ha suggerito solo un lieve tasso di flessione, di molto più basso del forte calo registrato nello scorso novembre. In alcuni casi il ritardo delle consegne da parte dei fornitori e l‘applicazione di nuove leggi sono state citate tra le ragioni che hanno causato un incremento dei livelli dei lavori ancora da evadere.

OCCUPAZIONE

Dopo il lieve calo registrato a dicembre (il primo in venticinque mesi), a gennaio c’è stato un ritorno della crescita occupazionale, anche se ad un tasso modesto come evidenzia l‘indice destagionalizzato dell‘Occupazione fissato a 51.9 (da 49.5). Il lancio di nuovi prodotti, i nuovi ordini e, in alcuni casi, la riassunzione di personale a seguito di un taglio esagerato alla fine dello scorso anno, hanno portato ad un aumento dell‘organico impiegato. Dove invece si è registrato un calo, lo si è attribuito ad una preoccupazione riguardo ai costi e alla riorganizzazione dovuta ad un calo della mole di lavoro. TARIFFE APPLICATE

A gennaio si è registrato il quinto mese consecutivo di aumento delle tariffe applicate. A 52.3 l‘indice destagionalizzato ha evidenziato una forte inflazione, ampiamente in linea con i valori record registrati a ottobre e novembre dello scorso anno. Tra coloro che hanno riportato un incremento delle tariffe rispetto al mese precedente, il fattore dominante che ha guidato questa inflazione è stato l‘aumento dei costi di gestione. Il settore degli Altri servizi ha riportato a gennaio il più alto tasso di crescita dei prezzi alla vendita. COSTI

I costi di gestione sono cresciuti a livelli record nel mese di gennaio con circa il 38% degli intervistati che ha indicato un aumento dei loro costi rispetto al mese precedente. Dopo le dovute destagionalizzazioni, l‘indice dei Costi di Gestione ha registrato 65.4, in salita rispetto a 63.5 di dicembre e indicativo di un rapido tasso di inflazione. Evidente è stato di nuovo l‘impatto inflazionistico del caro petrolio con un diffuso aumento dei prezzi del carburante e dell‘energia. L‘aumento del costo della manodopera ha anche contribuito alla tendenza al rialzo della media dei costi gestionali. Le aziende provenienti dai settori Altri servizi e Trasporti e magazzinaggi hanno evidenziato l‘inflazione più alta.

ASPETTATIVE

A gennaio la fiducia si è indebolita per il terzo mese consecutivo toccando il livello più basso di tutta la storia di questa indagine. L‘indice delle Attività Future si è attestato a 63.8, in discesa da 64.6. Mentre quasi il 40% degli intervistati prevede di incrementare le loro attività nei prossimi dodici mesi (grazie alla speranza di una ripresa del mercato, al lancio di nuovi servizi e a migliori campagne commerciali), circa il 12% si aspetta una flessione. Le aspettative di un calo sono state connesse alle difficili condizioni del mercato, alla debole domanda, alla pressione concorrenziale e all‘aumento dei costi. La fiducia nel settore delle Intermediazioni Finanziarie è rimasta particolarmente bassa.

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