19 ottobre 2010 / 18:21 / 7 anni fa

PUNTO1 -Bce, no impegno su misure liquidità non-standard - Stark

(aggiunge dichiarazione Stark a Sole 24 Ore)

LISBONA, 19 ottobre (Reuters) - Il membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea Juergen Stark ha detto che per la Bce non c'è "un impegno" a porre fine alle misure di liquidità non- standard, aggiungendo che il i mercati monetari si stanno stabilizzando.

E sempre oggi, in un'intervista che sarà pubblicata domani sul quotidiano "Il Sole 24 Ore", Stark ha aggiunto che occorre dare "nuova enfasi al debito, e non solo al deficit".

"Non c'è un impegno da parte nostra", ha detto Stark al quotidiano finanziario portoghese Journal de Negocios, in dei commenti messi a disposizione della Reuters, rispondendo a una domanda sulla possibilità che le misure di liquidità non-standard possano ancora essere in vigore a sei mesi o un anno a questa parte.

"Siamo nel processo di una progressiva uscita e ora stiamo vedendo chiaramente i segnali del riattivarsi e normalizzarsi dei mercati monetari", ha detto Stark.

"Le banche si fidano di più l'una dell'altra. Tenere in vita questi strumenti più del necessario impedirà alla normalizzazione dei mercati in corso di avere luogo".

Stark ha spiegato che la Bce al momento non vede rischi né di deflazione né di inflazione nel breve e medio periodo, aggiungendo che al momento stanno "ancora prevalendo" i benefici di bassi tassi di interesse.

"Tuttavia sappiamo per esperienza che tenere i tassi di interesse così bassi per troppo tempo ha a sua volta effetti collaterali negativi", ha detto.

Quanto alla cosiddetta "guerra dei cambi", al momento non si sta verificando, ma Stark ha rilevato che alcuni paesi hanno adottato misure difensive, come i controlli sui capitali, che si potrebbero diffondere.

"Il maggiore rischio che vedo è che questo strumento possa essere sempre più diffuso e che divenga il punto di partenza di una spirale protezionistica", ha detto Stark, notando che il protezionismo ha aggravato la contrazione degli anni Trenta del Novecento.

"Dobbiamo dare nuova enfasi al debito, e non solo al deficit", ha detto ancora il banchiere centrale tedesco, stavolta nell'intervista al "Sole", in uno stralcio anticipato stasera dal sito web del quotidiano finanziario.

Da quando è stata creata la zona euro il debito è stato per molti versi ignorato o tralasciato. In alcuni paesi è rimasto sopra al 100% del Pil. Ciò non è sostenibile neppure in presenza di un deficit inferiore al 3% del Pil".

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