Crisi,rimbalzo crescita più forte in 3-4 trim, poi graduale-Bini

domenica 8 novembre 2009 10:24
 

ROMA, 8 novembre (Reuters) - La ripresa è iniziata ma avrà un ritmo alternato: avremo un rimbalzo più forte del previsto negli ultimi due trimestri, poi sarà graduale ma non necessariamente bloccherà l'aumento della disoccupazione, che potrebbe interessare Usa ed Europa fino a metà 2010.

E' la previsione di Lorenzo Bini Smaghi, membro del board direttivo della Banca centrale europea (Bce), che in un'intervista a Repubblica ammonisce contro i facili entusiasmi.

"La ripresa è iniziata ma per tornare ai livelli pre-crisi ci vorrà ancora molto tempo", spiega. "Bisogna prendere con cautela i segnali di ripresa. Servono prudenza e rigore".

Secondo Bini, i tempi della ripresa dipenderanno dalla "capacità di ogni Paese".

"Sarà un ritmo alternato, avremo un rimbalzo più forte del previsto negli ultimi due trimestri. Ma poi la crescita diventerà progressiva con variabilità", afferma, aggiungendo che l'Italia "sarà in linea con l'andamento degli altri Paesi euro".

AUMENTO DISOCCUPAZIONE AVRA' "ONDA LUNGA"

L'aumento della disoccupazione, però, avrà "un'onda lunga", avverte il banchiere, anche dopo la ripartenza dell'economia e per questo è essenziale "prendere misure che incoraggino le imprese a trattenere la forza lavoro con ammortizzatori sociali e incentivi all'occupazione".

"Va anche ridotta la tassazione sul lavoro", consiglia il membro Bce, prevedendo che l'aumento della disoccupazione "potrebbe interessare sia gli Usa che l'Europa fino a metà 2010".

Le misure di stimolo fiscale e monetario, messe in atto dai governi per uscire dalla crisi, andranno tolte "progressivamente quando al ripresa si rafforzerà e non prima", ricorda Bini Smaghi, sottolineando che eventuali sforamenti dei conti pubblici "quest'anno e il prossimo sono accettabili, se accompagnati da politiche di rientri da mettere in atto nel 2011".

Quanto al credito, "la domanda ora è stagnante e riprenderà a metà del prossimo anno", stima il banchiere. "A quel punto è importante che le banche siano pronte a soddisfare questa domanda. Per riuscirci devono utilizzare questi mesi per risanare i propri bilanci" usando gli utili "per ricapitalizzarsi, e solo in seconda battuta per dividendi e bonus".

In merito al rischio di nuove crisi, "i bassi tassi di interesse spingono alcuni operatori a mosse speculative che non sono sostenibili e portano all'implosione di queste mini-bolle", rileva Bini Smaghi, che invita gli operatori a "essere cauti e non farsi trascinare da comportamenti esuberanti".