Crisi, per 61% europei peggio deve ancora venire. Italiani a 49%

venerdì 24 luglio 2009 15:32
 

ROMA, 24 luglio (Reuters) - Il 61% degli europei ritiene che la crisi economica sia destinata a ripercuotersi ulteriormente sull'occupazione, mentre il 72% è convinto che l'Ue svolga un ruolo positivo nella creazione di nuove opportunità di lavoro e nella lotta alla disoccupazione. E' quanto emerge da un sondaggio Eurobarometro, pubblicato oggi dalla Commissione Europea.

Solo un terzo dei cittadini dell'Ue, invece, conosce l'esistenza del Fondo sociale europeo, il principale strumento di cui dispone l'Ue per investire nelle risorse umane e mantenere al lavoro quanti lavorano.

"I risultati di questa inchiesta non mi sorprendono. È comprensibile che gli europei guardino con inquietudine alle conseguenze della crisi sul loro lavoro e sulle loro famiglie," ha affermato Vladimír Špidla, commissario responsabile dell'Occupazione.

Stando ai risultati dell'indagine, il 3,5% circa dei lavoratori europei ha vissuto personalmente l'esperienza della perdita del posto di lavoro a causa della crisi economica; il 24% conosce un collega che ha perso il lavoro e il 36% ha un amico o un familiare che è rimasto disoccupato. I paesi più duramente colpiti dalla soppressione di posti di lavoro sono la Lettonia, la Lituania, la Spagna e l'Irlanda, mentre i paesi relativamente meno colpiti sono il Lussemburgo, la Grecia e i Paesi Bassi.

Anche dando uno sguardo il futuro, c'è poco ottimismo.

Un terzo dei lavoratori europei (32%) è "molto preoccupato" dalla prospettiva di poter perdere il lavoro, mentre sono ancora più numerosi quelli che temono che a perdere il lavoro siano il partner (38%) o i figli (47%).

A spiegare e accentuare i timori di un calo dell'occupazione sta il fatto che almeno 6 europei su 10 (61%) ritengono che il peggio della crisi economica debba ancora venire e il numero è ancora più elevato nei paesi baltici (l'82% dei lettoni, il 76% degli estoni e il 74% dei lituani nutre questo timore).

Gli italiani si mostrano, invece, più ottimisti, dal momento che il dato, in questo caso, si ferma al 49%. È solo il 28% degli europei a pensare, invece, che il peggio sia passato, mentre questa cifra sale al 35% se si analizza il dato italiano . Nei paesi che hanno attuato strategie globali in materia di flessicurezza, si registra, in prospettiva, una maggiore fiducia: il 45% degli svedesi e il 36% dei danesi ritengono che il peggio della crisi sia alle spalle.

Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 26.756 intervistati, 1.048 dei quali italiani.