October 31, 2008 / 11:56 AM / 9 years ago

PUNTO 3-Italia, inflazione ottobre scende a 3,5%, meno di attese

4 IN. DI LETTURA

(aggiunge commento Isae)

MILANO, 31 ottobre (Reuters) - Continua inesorabile il rientro dell'inflazione italiana che si porta al 3,5% in ottobre dal 3,8% di settembre, rimanendo però al di sopra della media europea.

Il dato supera lievemente anche la mediana delle attese ma il percorso previsto nei prossimi mesi resta comunque di decisa flessione e dovrebbe portare il tasso di aumento dei prezzi verso il livello chiave del 2% nel corso del 2009.

Gli economisti avevano previsto per l'indice Nic un progresso tendenziale del 3,4% a fronte di un calo mensile dei prezzi dello 0,1%. Istat ha comunicato invece una lettura congiunturale piatta.

Per il complesso dell'area euro Eurostat ha comunicato oggi un tendenziale d'inflazione in calo al 3,2% in ottobre dal 3,6%. La forbice tra il tasso italiano e quello europeo conferma la tradizionale maggiore vischiosità dei prezzi italiani.

"Nei prossimi mesi", tuttavia, scrive Isae in una nota, "il processo di rientro dall'inflazione dovrebbe intensificarsi, con un tasso tendenziale a ridosso del 3% a fine anno".

A guidare il raffreddamento del costo della vita è sempre l'inversione di rotta dei prezzi delle componenti volatili rappresentate da energia e alimentari.

In ottobre, tuttavia, l'adeguamento delle tariffe domestiche di elettricità e gas ai passati record del petrolio ha pesato sull'indice Nic facendo registrare ai prezzi del capitolo 'abitazione' rincari mensili dello 0,9%.

La discesa del costo della componente energetica è evidente invece nei trasporti, i cui prezzi registrano un calo dell'1% su mese.

"Gli effetti dei rincari delle tariffe energetiche, che da soli avrebbero determinato una crescita di oltre 0,1 punti percentuali, sono stati neutralizzati dalle significative riduzioni dei listini dei carburanti", spiega Isae.

Le quotazioni del greggio in euro sono scesi del 14% circa in settembre e del 33% in ottobre portando il barile di petrolio Brent poco sopra i 60 dollari.

"Dal dato emerge chiaramente che il rallentamento è guidato dalle componenti non core, ovvero energia e alimentari, i cui prezzi continueranno a scendere", commenta Marco Valli di UniCredit MIB segnalando la stazionarietà dell'andamento delle componenti 'core'.

Decisamente sostenuta (+0,8% su mese) in ottobre è stata la dinamica dei prezzi alla voce 'istruzione', a riflesso degli andamenti stagionali. Pari ad appena lo 0,1% l'incremento mensile dei prezzi di abbigliamento e calzature mentre sono scesi dello 0,1% i listini di alberghi, ristoranti e bar.

Limitato allo 0,2% mensile l'incremento dei prezzi di alimentari e bevande.

Nei prossimi mesi un ulteriore freno all'andamento dei prezzi è atteso dall'indebolimento sempre maggiore della domanda, sullo sfondo della crisi economica che ha eroso la crescita italiana e mondiale.

Nel secondo trimestre la spesa delle famiglie residenti è calata dello 0,3% su trimestre e dello 0,6% su anno. Secondo Banca d'Italia il terzo trimestre mostrerà un "sostanziale ristagno" del Pil italiano.

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