PUNTO 1 - Italia, inflazione marzo +1,2%, minimo dal 1969

martedì 31 marzo 2009 14:45
 

 (riscrive con commenti economisti, contesto)
 
 MILANO, 31 marzo (Reuters) - L'indice Nic dei prezzi al
consumo, secondo le stime provvisorie di Istat, ha registrato
nel mese di marzo un aumento dello 0,1% su mese e dell'1,2% su
anno, segnando a livello tendenziale il dato più basso da
febbraio 1969. 
 Nel febbraio scorso, l'indice era salito dello 0,2% in
termini congiunturali e dell'1,6% su base annua.
 L'indice armonizzato Ipca ha segnato una variazione di +1,1%
su mese e +1% su anno (da +0,2% e +1,5% del mese precedente). In
questo caso, la variazione tendenziale segna il livello più
basso da almeno il 1996.
 I dati dell'indice Nic sono inferiori alle previsioni
raccolte da Reuters fra gli analisti, la cui mediana indicava
una variazione +0,2% su mese e di +1,3% su anno.
 L'indice Ipca (che viene calcolato considerando anche le
riduzioni temporanee dei prezzi, ovvero sconti, saldi e vendite
promozionali) si confronta con i dati della zona euro, che hanno
visto il tasso annuale scendere a +0,6% (+1,2% a febbraio), ai
minimi dall'inizio della serie, nel 1996. Gli economisti
interpellati da Reuters stimavano un tasso della zona euro a
+0,8%.
 
 ENERGIA E ALIMENTARI GUIDANO RIBASSO PREZZI
 Marco Valli, economista di UniCredit Mib, spiega che la
motivazione in base alla quale l'inflazione italiana si mantiene
più alta rispetto alla media della zona euro è che,
"tipicamente, i prezzi al consumo nel nostro Paese tendono a
scendere meno quando la discesa è guidata dalle componenti
alimentari ed energia".
 Valli parla di "inflazione più vischiosa" in Italia e
sottolinea che, quando i prezzi al consumo in Europa
riprenderanno a crescere, i nostri indici saliranno meno e più
lentamente.
 Tornando al dato italiano di marzo e guardando alle
componenti, l'Istat sottolinea che gli incrementi congiunturali
più significativi si sono verificati nei capitoli Bevande
alcoliche e tabacchi (+1%) - conseguenza, dice Valli di
UniCredit Mib, di "un aumento della tassa sui tabacchi" - e
Altri beni e servizi (+0,3%).
 Salta agli occhi il calo dello 0,4% congiunturale e del 3,4%
su anno del capitolo Trasporti. "Può darsi che ci sia stata una
discesa più accentuata rispetto alle attese delle tariffe
aeree", commenta Valli.
 Segno meno su base mensile anche per le componenti
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,2%) e
Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%).
 Frenata del capitolo Servizi ricettivi e di ristorazione
(+0,1% su mese e +1,3% tendenziale). Annalisa Piazza di Cube
Financial ritiene che questa componente, così come quella legata
al tempo libero, abbia risentito di un effetto base legato alla
Pasqua. "L'anno scorso (Pasqua) è caduta in marzo, spingendo le
persone a viaggiare e consumare", argomenta Piazza. "Quest'anno,
invece, la festività sarà in aprile".
 
 INFLAZIONE A ZERO IN ESTATE, RISALITA A FINE ANNO
 Al di là della tecnicalità legata al mese in cui cade
Pasqua, gli economisti evidenziano la tendenza dell'inflazione a
decelerare, effetto del rallentamento dei prezzi dell'energia e,
più in generale, della frenata della domanda, tipica delle fasi
di contrazione dell'economia.
 "L'inflazione tendenziale sembra destinata a scendere
ancora, molto probabilmente si avvicinerà allo zero verso
luglio", dice Paolo Pizzoli di Ing. "Potrebbe scendere sotto lo
zero, ma dipenderà dall'andamento dei prezzi del petrolio".
 Anche Valli di UniCredit Mib vede un tasso d'inflazione
vicino allo zero "in estate, fra luglio e agosto".
 A partire dal prossimo autunno, quando il Pil, secondo le
previsioni, dovrebbe dare segnali di ripresa, gli economisti
stimano un incremento dei prezzi al consumo.
 "Se i prezzi del petrolio rimarranno più o meno ai livelli
attuali", afferma Pizzoli di Ing, "nell'ultima parte dell'anno
assisteremo a un'accelerazione dell'inflazione tendenziale. Ma
nell'ultimo trimestre, comunque, il tasso non dovrebbe superare
l'1%".
 Concorda Valli di UniCredit Mib, sebbene non escluda di
vedere a fine anno l'indice tendenziale "poco sopra l'1%".
 
 Di seguito, i dati provvisori di Istat per l'indice Nic:
 
                           mar 09      feb 09      mar 08
Variazione congiunturale         0,1         0,2         0,5
Variazione tendenziale           1,2         1,6         3,3
Indice (base 1995=100)         137,1       137,0       135,5
 
 Istat ha fornito i seguenti dati provvisori per l'indice
Ipca (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo):
 
                         mar 09       feb 09    mar 08
Variazione congiunturale       1,1          0,2       1,6
Variazione tendenziale         1,0          1,5       3,6
Indice (base 2005=100)       108,3        107,1     107,2
 
 Indici Nic per capitoli di spesa:
 
                               su mese  su anno
Alimentari e bevande non alc.         0,1      3,0
Bevande alcoliche, tabacco            1,0      5,2
Abbigliamento, calzature              0,1      1,4
Abitaz.,acqua,elettr.,combust.       -0,2      3,3
Mobili, articoli e domestici          0,1      2,1
Servizi sanitari                      inv      1,1
Trasporti                            -0,4     -3,4
Comunicazioni                         0,1     -1,9
Ricreazione,spettacoli,cultura       -0,2      0,4
Istruzione                            inv      2,2
Alberghi,ristoranti,bar               0,1      1,3
Altri beni e servizi                  0,3      2,4