PUNTO 1 - Recessione, botta e risposta D'Alema-Grilli

martedì 30 giugno 2009 15:54
 

(riscrive, aggiungendo dichiarazioni D'Alema)

MILANO, 30 giugno (Reuters) - Per risolvere la crisi economica mondiale non servono soluzioni domestiche, bisogna traghettare le imprese finché non ci sarà un ripresa del commercio mondiale, sostiene Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro. Secondo Massimo D'Alema, invece, è sbagliata la logica di attendere che passi la "nottata" perché si rischia di condannare il Paese a una lento declino.

Di come uscire dalla recessione mondiale e del ruolo delle banche se n'è parlato stamani, al teatro Parenti di Milano, nel seminario organizzato dalla fondazione Italianieuropei, presieduta dall'esponente del PD. Ad ascoltare le conclusioni di D'Alema c'era il gotha della finanza a partire dal presidente di Mediobanca (MDBI.MI: Quotazione), Cesare Geronzi. Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) era rappresentata dal vicepresidente, Fabrizio Palenzona, Mps (BMPS.MI: Quotazione) dal presidente, Giuseppe Mussari e Bnl dal presidente Luigi Abete. C'erano anche il presidente di Rcs (RCSM.MI: Quotazione), Piergaetano Marchetti e Bruno Ermolli, consulente aziendale di fiducia di Silvio Berlusconi.

Al seminario ha partecipato anche l'ex ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa.

"E' vero che il Pil sembra decrescere in maniera più evidente in Italia, Usa, Germania e Giappone, dove il peso del settore industriale è maggiore perché si è interrotto il commercio mondiale, quindi le soluzioni domestiche sono pressoché inutili" ha sottolineato Grilli nel suo intervento.

Secondo il direttore generale del Tesoro occorre "giocare sulla sopravvivenza del sistema delle imprese finché il grande flusso del commercio mondiale non si sarà rimesso in moto. Bisogna quindi traghettare il sistema delle imprese finché il commercio mondiale non si sarà ripreso", ha aggiunto.

"Non so se gli strumenti messi a punto dal governo saranno sufficienti, dipende da quanto durerà la crisi" ha concluso.

Pronta la risposta di D'Alema. "Ritengo che l'atteggiamento del governo di non fare nulla di fronte alla crisi, in attesa che passi la nottata, sia inadeguato: noi abbiamo il bisogno di affrontare le ragioni strutturali della bassa crescita italiana con riforme coraggiose. E la crisi finanziaria non ha ridotto solo la domanda aggregata, ma rischia di danneggiare anche l'offerta e la spinta all'innovazione", ha spiegato l'ex presidente del Consiglio.

Per D'Alema, in sostanza, il Paese ha bisogno di grandi riforme strutturali, come quella del welfare e del sistema sociale italiano, non di attendere in attesa che passi la crisi, anche "perché si rischia di scivolare in una fase di lungo declino".