May 29, 2009 / 1:52 PM / 8 years ago

PUNTO 2 - Italia, crisi morde ancora, Pil 2009 a -5% - Draghi

4 IN. DI LETTURA

* Crollo Pil spinge in alto deficit/pil e debito/pil

* Rischio circolo vizioso calo consumi / scelte imprese

* Bankitalia vede calo investimenti, fatturato a 2 cifre

di Luca Trogni

ROMA, 29 maggio (Reuters) - I dati sull'economia reale italiana, diversamente dai segnali che giungono da mercati finanziari e sondaggi d'opinione, non mostrano ancora l'attenuarsi della fase più acuta di recessione.

A dirlo è il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua relazione annuale in cui avverte che "una volta superata la crisi, il nostro paese si ritroverà non solo con più debito pubblico, ma anche con un capitale privato .. depauperato dal forte calo degli investimenti e dall'aumento della disoccupazione". E con il rischio di limitarsi a tornare "su un sentiero di bassa crescita come quello degli ultimi 15 anni, muovendo per di più da condizioni nettamente peggiorate".

Quest'anno in Italia "la crisi mondiale determinerà, secondo le previsioni più aggiornate, una caduta del Pil di circa il 5%", mentre il deficit pubblico dovrebbe salire a oltre il 4,5% del Pil (oltre il 5% nel 2010). A fine crisi il debito/pil sarà a livello dei primi anni novanta, ovvero in area 120%.

Il semestre ottobre 2008/marzo 2009 ha segnato un calo del Pil in ragione d'anno di oltre il 7% sul semestre precedente, a dimostrazione di una situazione di domanda estera, investimenti e consumi molto pesante.

In presenza di questa fase ciclica "un primo rischio è una forte riduzione dei consumi interni, a cui le imprese potrebbero reagire restringendo ancora i loro acquisti di beni capitali e di input produttivi".

Il ritorno a una crescita duratura, scrive il governatore, richiede che l'economia internazionale si riprenda stabilmente, che la debolezza del mercato del lavoro non si ripercuota ancora più duramente sui consumi interni, che si rafforzi la struttura del nostro sistema produttivo.

Per 2009 Atteso Calo a Due Cifre Fatturato, Investimenti

A oggi le indicazioni che giungono dal mondo imprenditoriale sono particolarmente pesanti: secondo una indagine di Bankitalia conclusasi da pochi giorni, nel 2009 l'attesa di un calo del fatturato oltre il 20% per molte imprese e l'incertezza sulla durata della crisi portano le imprese a piani di riduzione degli investimenti del 12% per industria e servizi, quota che sale a oltre il 20 per la manifattura.

Non solo: due quinti delle imprese con oltre 20 addetti ridimensioneranno il personale nel 2009 e per oltre due milioni di lavoratori temporanei il contratto giunge a scadenza quest'anno.

I lavoratori in Cassa integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all'8,5% della forza lavoro, una quota "che potrebbe salire oltre il 10%" portando a una ulteriore decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, "nonostante la forte riduzione dell'inflazione".

Migliori le attese delle imprese che negli anni scorsi avevano avviato processi di ristrutturazione con alcuni risultati già conseguiti in termini di produttività e forza competitiva all'estero. Quella più solide finanziariamente consolidano il primato tecnologico e diversificano gli sbocchi di mercato. Altre si sono indebitate, avendo puntato su maggiori dimensioni, intensità tecnologica e apertura internazionale, e ora incontrano difficoltà ad accedere al mercato dei capitali.

Decisivi saranno i prossimi mesi: "Una mortalità eccessiva che colpisca per asfissia finanziaria anche aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo la crisi è un grave rischio per la nostra economia", spiega il governatore.

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