July 28, 2009 / 1:50 PM / 8 years ago

Fas, disponibili solo 7,2 mld per 2009-2010 - Nens

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ROMA, 28 luglio (Reuters) - Le risorse destinate a finanziare le politiche di sviluppo per le aree sottoutilizzate del Paese sono servite come bancomat improprio del governo, e a inizio maggio restavano disponibili poco più di 7 miliardi per il 2009-2010 a fronte dei previsti 17,6.

E' la critica contenuta in un articolo dal titolo 'Il saccheggio dei fondi Fas e la finzione dei fondi anti-crisi" a firma di Antonio Misiani pubblicato nel sito del Nens , associazione fondata dagli ex ministri del governo di centrosinistra di Romano Prodi, Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco.

Al 4 maggio 2009, si legge nell'articolo, degli 8,4 miliardi previsti per il 2009 ne rimangono disponibili solamente 1,6; dei 9,2 miliardi per il 2010 ne restano 5,6.

"Il risultato di queste scelte è [...] un forte indebolimento delle risorse disponibili per le politiche regionali di sviluppo, con particolare riferimento al Mezzogiorno", scrive Misiani mentre è forte la polemica all'interno della maggioranza sui mancati interventi a favore del Sud.

Il governatore della Sicilia e il sottosegretario siciliano Gianfranco Miccichè minacciano di uscire dal Pdl e fondare un proprio partito se non saranno sbloccate risorse in favore del Meridione. Il governo non vuole che le risorse siano utilizzate per coprire il disavanzo delle spese correnti invece che per investimenti di lungo e medio periodo legati allo sviluppo.

Il Nens parla di un utilizzo delle risorse Fas "come bancomat improprio per copertura di interventi di valenza nazionale" ed esprime dubbi sulla possibilità di utilizzare immediatamente queste risorse con obbiettivi anti-crisi, dato che "la stragrande maggioranza delle risorse è prevista sulle annualità dal 2010 al 2015".

Misiani ricostruisce la storia del fondo Fas, dotato dalla Finanziaria 2007 di Prodi di 64,4 miliardi per il periodo 2007-2013, ridotti a 54 miliardi dal governo Berlusconi.

In base ai dati aggiornati a inizio maggio, il Cipe ha destinato 27 miliardi ai programmi regionali e interregionali di cui 5,2 miliardi al Centro-Nord e 21,8 miliardi al Mezzogiorno; 25,4 miliardi alla quota nazionale; 1,5 miliardi ad altri interventi e pre-allocazioni.

I 25,4 miliardi della quota nazionale sono stati assegnati per 12,4 miliardi al Fondo infrastrutture, per 4 miliardi al Fondo ammortizzatori (che ha in tutto 8 miliardi) e per 9 miliardi al Fondo per l'economia reale controllato direttamente da Palazzo Chigi.

Dei 12,4 miliardi del fondo infrastrutture circa 5,3 miliardi sono stati destinati a vari utilizzi fino al 2011: messa in sicurezza delle scuole (1 mld); edilizia carceraria (200 mln), terremoto Abruzzo (408 mln); oneri adeguamento prezzi materiali da costruzione (900 mln); privatizzazione di Tirrenia (390 mln), contratti di servizio Trenitalia (1,44 mld); Fondo investimenti ferrovie (960 mln).

Dei 9 miliardi del fondo gestito da palazzo Chigi tra 2 e 4 miliardi vanno per il terremoto in Abruzzo, poi ci sono 400 milioni tra Termovalorizzatore di Acerra e G8, un miliardo in tre anni per incrementare il fondo di garanzia alle Pmi e 400 milioni per aumentare il fondo conti dormienti.

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